Vacanze in camere da letto, ma non nella propria. Aumenta infatti il numero di persone che, durante il periodo di vacanze, anche quello natalizio, si concede un viaggetto all'insegna delle avventure sessuali, spericolate e, soprattutto, non protette. Un fenomeno che coinvolge il 5% dei viaggiatori del vecchio continente e che desta preoccupazione tra gli esperti. Il non utilizzo di profilattici durante il rapporto da parte del 50% dei viaggiatori aumenta infatti il pericolo di trasmissione di malattie per via sessuale.
Leader indiscussi e veri virtuosi in Europa nel "rifiuto" di mezzi protezione sessuale sono proprio gli italiani, il cui rapporto con la contraccezione è davvero complesso, anche in patria: se solo il 20% delle donne usa la pillola (e appena il 13% al primo rapporto), va per la maggiore il coito interrotto.
E in testa alle classifiche siamo anche per un'altra bizzarra caratteristica: siamo i più desiderosi di essere osservati mentre facciamo sesso. il 26% ammette di aver avuto già un'esperienza in un luogo pubblico, e il 23% ha fatto sesso in ascensore, un vero record europeo.
E' soprattutto durante i viaggi all'estero che la promiscuità e la casualità dei rapporti sessuali tendono ad aumentare, spiegano gli esperti della European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases (Escmid). E l'identikit è presto fatto: i viaggiatori internazionali, specialmente i maschi e gli uomini d'affari, hanno un rischio maggiore di essere esposti a malattie sessualmente trasmesse, compresa l'infezione Hiv. Gli spostamenti delle popolazioni sono infatti un fattore determinante nella diffusione di malattie e i viaggiatori dovrebbero avere una esatta percezione che il rischio è elevato soprattutto nei Paesi poveri e utilizzare quindi un adeguato grado di protezione.
In quanto alla propensione degli italiani verso il coito interrotto il ginecologo Emilio Arrisi, Consigliere della Societaà italiana di Ginecologia e Ostetricia, commenta tra il serio e il faceto il dato, comunque allarmante, considerando che, nell'arco di un anno, il 90% di donne che praticano il coito interrotto ha ottime probabilità di rimanere incinta. Non a caso dal 1999 sono cresciuti del 10,7% gli aborti tra le minorenni.
Di questi temi si è parlato nel corso del convegno "Sessualità e scelte consapevoli. Quale informazione per le donne a rischio?" all'Istituto San Gallicano.
Rapporti a rischio quindi anche nel proprio paese e senza che le donne possano opporsi: secondo una ricerca condotta su 12 paesi europei, presentata da Giuseppe Benagiano, direttore della prima scuola di specializzazione in Ginecologia e Ostetricia de 'La Sapienza', solo il 49% delle italiane ha voce in capitolo sul metodo contraccettivo da usare, contro il 90-92% di olandesi, tedesche e belghe.
In ogni caso, gli italiani in generale si confermano amanti del sesso: per il 78% è "molto importante", e il 53% ammette di volerlo fare più di frequente. Da vero maschio latino, l'italiano diventa reticente solo se gli si chiede del desiderio sessuale: appena il 20% (molto meno di qualsiasi altro paese europeo) ammette di non aver fatto sesso perché non ne aveva voglia, e il 56% si trincera dietro una generica motivazione di "stress".
Resta insoluto il problema di fondo, cioè la scarsità di informazione e educazione alla sessualità. Per questo nasce l'Osservatorio Nazionale sulle Abitudini sessuali e i comportamenti contraccettivi, che ha avuto il suo battesimo durante il convegno. Composto da medici, ginecologi, igienisti, educatori e giornalisti, oltre che rappresentanti dei ministeri della Salute e delle Pari Opportunità, il Comitato sarà un organismo permanente nell'ambito della campagna "Scegli tu" promossa dalla Sigo, e sarà uno strumento di servizio, un punto di indagine e approfondimento per promuovere convegni, ricerche, campagne informative e sensibilizzare le istituzioni per l'educazione sessuale e anticoncezionale nelle scuole. E della campagna "Scegli tu" fa parte anche "SMS - Scegli Metodi Sicuri", la prima fiction virtuale per migliorare l'educazione sessuale delle ragazze italiane. 30 puntate di tre minuti, trasmesse dal 20 dicembre, in onda sulla web tv www.intermedianews.tv, nel sito www.sceglitu.it e su second life.
A proposito di sesso non protetto tra i giovani arriva anche un altro interessante studio di alcuni ricercatori della Columbia University, pubblicato sull'American Journal of Public Health, che rivela: chi perde la verginità molto presto o molto tardi nella vita è piu' esposto a problemi sanitari sessuali. Gli scienziati hanno scoperto che chi comincia presto nella vita (cioè prima di 14 anni) ad avere rapporti sessuali è più esposto a sviluppare fattori rischiosi, come un alto numero di partner sessuali o fare sesso sotto l'effetto dell'alcol.Altri problemi sessuali, come difficoltà di erezione o nel raggiungere l'orgasmo, accomunano chi comincia presto e chi comincia tardi la attività sessuale.I ricercatori americani hanno stabilito in 17/18 anni l'età media per perdere la verginità. Chi inzia prima di 14 anni è un 'precoce'. Chi aspetta i 22 anni è un 'tardivo'.