politica

Welfare, Camera approva il ddl

Il testo passa al Senato con 272 sì

L'Aula della Camera ha approvato il ddl che recepisce il protocollo sul Welfare. Il testo ora passa al Senato per l'ok definitivo. I voti a favore sono stati 272, quelli contrari 246. Un deputato si è astenuto. Superamento dello scalone pensionistico, vincoli per i contratti a termine, misure per contrastare il precariato, abolizione dello staff-leasing e deroghe per il job on call, sono le principali novità per lavoratori e pensionati.

PENSIONI - Cancellato lo scalone Maroni, sostituito però da 'scalini' per un aumento progressivo dell'età pensionistica. Dal 2008 la pensione di anzianità per i lavoratori dipendenti scatta con 58 anni di età (e non 60) e 35 anni di contributi. Dal 2009, poi, l'età crescerà in maniera graduale, per arrivare nel 2013 a 'quota 97', ovvero la soglia determinata da età anagrafica e anni di contributi (con età minima di 61 anni). Per i lavoratori più giovani, poi, sono previste maggiori tutele, con l'obiettivo di una pensione non inferiore al 60% dell'ultimo stipendio.

LAVORI USURANTI - Sono stanziati 2,52 miliardi, nei prossimi dieci anni, per consentire a chi svolge lavori usuranti di andare in pensione in anticipo rispetto agli altri lavoratori. La platea dei beneficiari sarà definita con una delega al governo, e al ministero del Lavoro è istituita una commissione ad hoc con le parti sociali per determinare i criteri da seguire. E si dovranno considerare anche i vincoli posti dal decreto legislativo 66/2003, secondo cui sono necessarie 80 notti all'anno per poter parlare di lavoro notturno: un riferimento cancellato dalla commissione Lavoro della Camera e ripristinato con il maxi-emendamento del governo.

ENTI PREVIDENZIALI - Per finanziare le misure in materia pensionistica, il governo avvierà la razionalizzazione del sistema degli enti previdenziali e assicurativi. Il piano dovrà essere presentato entro fine gennaio e l'obiettivo è ottenere, nell'arco del decennio, risparmi finanziari per 3,5 miliardi.

CONTRATTI A TERMINE - Nuovi vincoli per il ricorso al lavoro a tempo determinato. Dopo 36 mesi di contratti a termine - anche non continuativi - potrà essere fatta solo un'ulteriore proroga; la durata massima di questo nuovo contratto sarà stabilita nei prossimi mesi attraverso 'avvisi comuni' delle parti sociali (la commissione Lavoro aveva previsto invece un limite di 8 mesi). La proroga, inoltre, dovrà essere firmata dal lavoratore nella Direzione provinciale del lavoro, in presenza di un rappresentante sindacale.

JOB ON CALL - Il lavoro a chiamata viene abolito - come previsto nel Protocollo - ma sono state stabilite alcune deroghe per le prestazioni discontinue nel turismo e nello spettacolo (definite nei contratti collettivi di categoria).

STAFF-LEASING - Lo staff leasing è abrogato: una norma non prevista nell'intesa del 23 luglio, ma inserita nel ddl durante l'esame in commissione Lavoro.

CONTRIBUTI PARASUBORDINATI - Nei prossimi tre anni, per i lavoratori atipici i contributi cresceranno di un punto ogni anno (al momento sono al 23%).

AMMORTIZZATORI SOCIALI - L'indennità di disoccupazione sarà più consistente e avrà una durata maggiore. L'importo sarà aumentato infatti al 60% della retribuzione per i primi sei mesi; scenderà poi al 50% dal settimo all'ottavo mese e al 40% nei mesi successivi.