"Diario di una Tata" ("The Nanny Diaries"), è tratto dal romanzo satirico scritto da Emma McLaughlin e Nicola Kraus, che per otto anni avevano lavorato come babysitter per oltre trenta famiglie di Manhattan. E' la storia coinvolgente e spesso divertente, di Annie Braddock (Scarlett Johansson), una ragazza del New Jersey alla ricerca di un suo posto nel mondo. Nel cast anche Chris Evans,di cui la tata si innamora...
Finita luniversità, la madre spinge Annie a trovare un lavoro rispettabile nel settore degli affari, ma lei preferisce di gran lunga gli studi antropologici.
Casualmente entra in contatto con la cultura elitaria e rituale dellEast Side di Manhattan, tanto lontana dalle sue esperienze provinciali quanto la vita in un villaggio tribale dellAmazzonia. Annie sceglie di isolarsi dalla realtà e accetta di lavorare come tata per una ricca famiglia, che definisce semplicemente gli X.
Impara rapidamente che la vita non è poi tanto rosea a quel livello sociale, deve soddisfare tutti i capricci di Mrs. X (Laura Linney) e del precoce figlioletto Grayer (Nicholas Reese Art), e nel frattempo evitare Mr. X (Paul Giamatti). La situazione poi si complica ancora di più quando si innamora di un bellissimo ragazzo (Chris Evans) ed è costretta a riesaminare la propria vita e la direzione che sta prendendo.
Per interpretare la baby sitter, i due registi, Springer Berman e Pulcini si sono rivolti a una delle attrici americane di maggior successo.
"Scarlett è fantastica nei ruoli di ragazza affascinante o di bisbetica, ma prima di "Scoop" nessuno aveva sfruttato le sue doti comiche, dice Springer Berman. Era stata sottovalutata la sua capacità di interpretare una persona comune con le sue insicurezze. E bravissima anche nella commedia.
Scarlett ha tempi straordinari ed è una fantastica attrice drammatica, aggiunge Pulcini. Labbiamo sempre ammirata e abbiamo sempre immaginato lei nel ruolo di Annie.
Annie è diversa da tutti i personaggi che ho interpretato, dice la Johansson. Anche se è un po insicura, ed ho avuto ruoli così, ha fiducia in sé come donna. Credo che sia questa la differenza con la Charlotte di Lost in Translation. E anche il suo sentirsi giovane che la differenzia dagli altri miei ruoli.