Bilancio in rosso per le Borse europee, che fino a metà seduta erano riuscite a mantenersi in terreno positivo. Il monito lanciato da Citigroup sull'outlook economico e l'annuncio che la Fed immetterà liquidità extra sul mercato per far fronte alla crisi hanno incoraggiato le vendite. Lo S&P/Mib perde lo 0,73% a 37.736 punti, il Mibtel lo 0,59% a 28.976, l'All Stars lo 0,07% a 14.620. Sono andate male le banche, mentre hanno prevalso gli acquisti su Prysmian e Parmalat. Bene anche Fiat.
Molte banche centrali di tutto il mondo dovranno ridurre il costo del denaro per far fronte al rallentamento delle attività, ha annunciato Citigroup. Nonostante la banca Usa abbia poi assicurato che l'economia globale riuscirà a evitare lo spettro della recessione, in base alle proprie previsioni, gli investitori hanno iniziato ad agitarsi e a vendere azioni. Tra l'altro, poco dopo la Fed ha annunciato che immetterà nuova liquidità sui mercati per far fronte alla crisi, che non è stata affatto superata.
Così gli investitori hanno dimenticato i consistenti guadagni registrati dalle Borse asiatiche e hanno subito iniziato ad alleggerire i portafogli. La conseguenza è stata che Parigi ha perso l'1,4%, Francoforte lo 0,52% e Londra l'1,19%.
A Milano, come nel resto d'Europa, le azioni più vendute sono state quelle delle banche e delle assicurazioni (i sottoindici eurostoxx hanno perso rispettivamente l'1,13% e l'1,24%). In particolare sono scivolate le Unicredit (-3,2%), complice l'esposizione dell'istituto sul mercato tedesco, dove si potrebbe maggiormente far sentire la crisi del settore immobiliare. Anche Mps ha perso l'1,7%, dopo il rimbalzo della scorsa settimana. Sono inoltre scivolate le Bpm (-0,7%) e le Ubi (-0,6%), mentre hanno arginato le perdite le IntesaSanPaolo (-0,11%).
Tra gli assicurativi, le Fonsai hanno lasciato sul terreno il 2,17%, le Generali lo 0,78% e le Alleanza l'1,19%. Tra le azioni a maggior capitalizzazione sono invece salite le Prysmian (+5%), dopo i violenti ribassi della scorsa settimana. Il settore cavi è andato bene in tutta Europa: i titoli della concorrente francese Nexans, ad esempio, sono saliti di oltre il 2%.
Tra le azioni delle società maggiori, sono salite dello 0,57% le Telecom Italia, nel giorno in cui il comitato nomine di Mediobanca (-1,4%) ha indicato i nomi di Gabriele Galateri e di Franco Bernabè per le poltrone rispettivamente di presidente e amministratore delegato della società di tlc.
Le Impregilo hanno vantato un rialzo dell'1,7% nell'attesa che si sblocchi la questione dei rifiuti in Campania. In aggiunta i titoli sono stati premiati anche per il fatto che la società è a un passo dall'acquisizione della brasiliana Rodovia das Cataratas. Fiat ha messo a punto un rimbalzo dello 0,78%, incoraggiata anche dalle parole con le quali l'a.d., Sergio Marchionne, durante l'incontro con il presidente brasiliano Lula, ha annunciato investimenti in Brasile per 3,3 miliardi di dollari entro il 2010 per incrementare la capacità produttiva carioca. Sono invece andate male le Mondadori (-3,2%) e le Mediaset (-1%), risentendo della revisione al ribasso della valutazione da parte di Goldman Sachs (la banca ha abbassato il target di prezzo da 6,9 a 6,1 euro su Mondadori e da 8,1 a 7,9 euro su Mediaset).
E ancora, Alitalia è arretrata dell'1,8% in attesa di novità sulla cessione, mentre Finmeccanica ha perso l'1,6%, nonostante i vertici abbiano ribadito i target per fine anno. Atlantia è salita dello 0,5% sulla spinta di Lehman Brothers che ha indicato le azioni tra i tre "top pick" europei delle infrastrutture.
Nel resto d'Europa sono andate male le Lufthansa (-2,49%), risentendo dei timori che il prezzo del greggio si farà sentire sui conti. Sono rimaste al palo le Volkswagen, nel giorno in cui il comitato d'impresa ha presentato ricorso contro il primo azionista, Porsche (+1,4%), per denunciare il suo nuovo stato di società europea.