Un colloquio alla Casa Bianca tra il presidente americano George W. Bush ed il premier israeliano Ehud Olmert apre a Washington l'intensa vigilia della conferenza di Annapolis. Presenti a Washington 50 delegazioni di Paesi ed enti internazionali per partecipare alla conferenza per la pace tra israeliani e palestinesi. Intanto l'Iran condanna la presenza della delegazione dell'Arabia Saudita alla conferenza.
Il presidente Bush ha sottolineato in una dichiarazione il suo "impegno personale" a far diventare realtà il progetto di "due Stati democratici, Israele e Palestina, che vivono fianco a fianco nella pace e nella sicurezza". La decisione della Siria e della Arabia Saudita di partecipare alla conferenza, insieme a tutti i maggiori paesi arabi, ha assicurato un primo successo diplomatico agli Stati Uniti.
Il consigliere per la sicurezza nazionale Stephen Hadley ha sottolineato che la pace tra israeliani e palestinesi sarà per il presidente Bush una delle "massime priorità" fino alla scadenza del suo mandato alla Casa Bianca nel gennaio 2009. Dopo avere ricevuto Olmert alla Casa Bianca, il presidente Bush vedrà successivamente anche il presidente dell'autorita' palestinese (ANP) Abu Mazen.
Stop dei palestinesi di Hamas: "La conferenza non ci interessa"
La conferenza avrà il suoi "clou" con un incontro a tre tra Bush, Olmert e Abu Mazen seguito da una serie di dichiarazioni da parte dei protagonisti della riunione e da una serie di sessioni di lavoro. Tuttavia i palestinesi di Hamas smorzano ogni entusiasmo della Casa Bianca, dichiarandosi assolutamente "indifferenti ai risultati che portetà questa conferenza. "Le decisioni prese ad Annapolis non impegneranno il popolo palestinese, che non ha autorizzato certe persone, che siano arabe o palestinesi, a redigere un trattato sui loro diritti", ha affermato il portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum. La causa palestinese non deve servire da passerella per gli arabi e la comunità internazionale, al fine di normalizzare le loro relazioni con il nemico israeliano", ha spiegato Barhoum.
Quartetto in azione
In programma anche una riunione del quartetto - Usa, Russia, Onu ed Unione Europea - mentre il segretario di Stato Condoleezza Rice sarà impegnata in una serie di incontri con i capo negoziatori israeliani e palestinesi per giungere ad un documento congiunto da presentare alla conferenza di Annapolis. Gli Stati Uniti, promotori e ospiti della conferenza, hanno messo in evidenza che Annapolis mira a mettere in moto, col sostegno della comunità internazionale, la ripresa ufficiale dei negoziati tra israeliani e palestinesi dopo sette anni di stallo.
L'Iran bacchetta la presenza dell'Arabia Saudita
Il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha espresso al re saudita Abdullah, in un colloquio telefonico, la sua disapprovazione per la decisione di Riad di partecipare alla conferenza di pace sul Medio Oriente. "Auspico che il nome dell'Arabia Saudita non figuri tra quelli dei partecipanti alla conferenza di Annapolis", ha detto Ahmadinejad al re, stando a quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna. "I paesi arabi dovrebbero vigilare contro i complotti e gli inganni del nemico sionista", ha aggiunto.