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Travolta,la "Febbre" compie 30 anni

Hollywood festeggia il cult movie

Fotografò in modo impeccabile la generazione dei giovani dei '70, che in discoteca trovava una via di fuga alle frustrazioni del dopo-contestazione. "La febbre del sabato sera" compie 30 anni e gli Studios di Hollywood si preparano a festeggiare il cult movie che lanciò John Travolta. L'attore e ballerino, che per quella pellicola ricevette la sua prima nomination all'Oscar, ha dichiarato: "Oggi Hollywood non produrrebbe più un film così".

"La Febbre del sabato sera", diretto da John Badham, debuttò negli Stati Uniti il 14 dicembre 1977 ed arrivò in Italia il 13 marzo del '78. La pellicola, che incassò più di 235 milioni di dollari, aveva come protagonista l'ormai leggendario Tony Manero. Completo bianco e immancabile brillantina, Manero lavorava di giorno in un negozio di vernici per poi trasformarsi, il sabato sera, in un travolgente ballerino. Il film si basava sull'articolo "Tribal Rites of the New Saturday Night di Nik Cohn, apparso allora sul "New York Magazine", che raccontava la doppia vita degli amanti della discoteca (anche se anni dopo però Nik Cohn confessò che la maggior  parte dei fatti raccontati erano frutto della sua  fantasia).

Sarà l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences a festeggiare a Los Angeles i  trent'anni del film con una proiezione speciale al Samuel Goldwyn Theater, a cui  prenderanno parte il protagonista e altri interpreti, tra cui Donna  Pescow (che  interpretava Annette, la protagonista femminile).

A  distanza di trent'anni, secondo Travolta, lo stesso film non sarebbe  più accettato dagli studios: "Non voglio offendere, ma oggi gli  studios non vogliono inimicarsi nessuno. Ci sono forse più parolacce  in questo che in qualsiasi altro film successivo". Manero, inoltre,  ha ricordato l'attore, usava le donne senza nessun senso di colpa e questo al giorno d'oggi non sarebbe più accettato. "Penso che la  forza della Febbre del sabato sera - ha detto Donna Pescow -  stia nel fatto che, anche togliendo tutta l'ambientazione, resta un  buon film. C'è una vera storia, non è solo una presa di posizione in costume sul mondo della discoteca".