Kakà alza la voce, non per fare polemica, ma per togliersi di dosso l'etichetta di buono: "Quello che non mi piace - ha detto a Globo Esporte - è essere considerato un buono. E' vero che mi piacciono le cose fatte con onestà, ma non vuol dire che sia un giocatore tenero. Sono un vincente". Il Pallone d'oro è un premio che non lo esalta: "Il mio sogno è conoscere Michael Jordan, il più grande di sempre".
Da sempre definito il bambino d'oro, per quella sua faccia pulita, appunto da bambino, senza mai fare una polemica o un lamento, il milanista sente che è il momento di togliersi di dosso questa etichetta, per lui scomoda. Ormai è un campione affermato, non più il ragazzino arrivato a soli 21 anni in uno dei più grandi club europei nell'estate 2003: "Giocatore tenero, è un termine che non mi piace molto - ha detto - preferisco essere visto come un vincitore".
Ha le idee chiare, sul futuro. Il contratto col Milan sta per essere rinnovato fino al 2012 e lui vorrebbe essere il simbolo del suo Brasile due anni più tardi, alla rassegna iridata ospitata dalla sua Patria: "Mi piacerebbe essere il capitano della Selecao ai Mondiali del 2014. Penso che giocherò ancora per quella data e sarebbe un'esperienza meravigliosa".
C'è un altro sogno nella mente dell'attaccante rossonero: "Conoscere Michael Jordan, il più grande giocatore di basket di sempre". Il Pallone d'oro, che sembra avviato a vincere tra qualche giorno, non lo fa più di tanto sognare, anzi: "Voterei Cristiano Ronaldo come il migliore del mondo. Non solo per le sue qualità, ma anche perchè è riuscito a fare bene con la maglia del Portogallo".
Infine, svela una brutta avventura, di cui è stato protagonista: "Una volta a San Paolo sono stato aggredito. Stavo in macchina con mio suocero e mia moglie. I banditi hanno visto loro due perchè sedevano davanti, mentre io non sono stato riconosciuto perchè mi trovavo dietro".