Gli scozzesi, nonostante il gol annullato a Di Natale e quello irregolare di Ferguson convalidato, si lamentano della direzione di Mejuto Gonzalez. "Come ha fatto a fischiare la punizione da cui è nato il 2-1? E' una cosa incredibile - attacca McLeish -, nel dubbio fischiava solo per loro". McFadden gli fa eco: "Siamo stati derubati". Intanto, dalla Francia, si va vivo Domenech: "Per una volta l'Italia serve a qualcosa...".
Lasciamo perdere per un attimo lo scempio di casa nostra e il giusto invito ad imitare il famoso 'modello inglese' per debellare la violenza che attanaglia e divora il pallone italiano. Da oltre Manica e non solo sono arrivati diversi richiami a una maggiore 'cultura sportiva', niente di più corretto. La lunga fila di tifosi del Celtic che applaudivano e auguravano 'in bocca al lupo' ai milanisti dopo la sconfitta dei biancoverdi a San Siro, negli ottavi della scorsa edizione di Champions, è una scena che fa ancora parte dell'utopia italica ed è lontana da venire. Eppure, per una volta, anche i britannici dal complimento facile e le lagnanze bandite si sono lasciati prendere la mano. Il ko di Glasgow non è andato giù agli scozzesi, così vicini alla qualificazione da rimanerci davvero male a sogno svanito. Fair-play in soffitta, dunque, e spazio alle proteste nei confronti dell'arbitro, rare e per questo ancor più roboanti. Poco conta il fatto che, a bocce ferme, a fronte dell'errore finale sulla punizione che ha propiziato il gol di Panucci si possano evidenziare due topiche colossali ai nostri danni: la rete regolare annullata a Di Natale nel primo tempo e quella di Ferguson convalidata nonostante il fuorigioco.
"Non meritavamo di perdere - esordisce il cittì McLeish nell'immediato post-partita -: nella ripresa abbiamo dominato gli azzurri. Ma come si fa a fischiare un fallo come quello? E' stata una decisione incredibile e assurda. Preferisco non aggiungere troppo, perché potrei avere problemi, ma ogni situazione dubbia era risolta con una punizione a favore dell'Italia. Sapevo che sarebbe andata così, ma non ci sto". L'attaccante McFadden, protagonista di un errore sesquipedale a due passi da Buffon, rincara la dose. "Dopo tanto lavoro - afferma -, siamo stati completamente derubati dall'arbitro. Qualcuno, dopo la vittoria con l'Ucraina che ci aveva avvicinato alla qualificazione, non voleva che arrivassimo all'Europeo: hanno ottenuto quello che cercavano".
Parole dure, che ricordano da vicino gli affondi del 'nemico giurato' della Nazionale, quel Raymond Domenech che ha deciso di recapitare i 'ringraziamenti' agli azzurri, ovviamente a modo suo. Dopo aver specificato di essere "combattuto", perché avrebbe preferito "giocarsi la qualificazione in Ucraina", in modo da "crescere nelle difficoltà", il cittì francese chiude la festa per il lasciapassare ottenuto grazie al successo dell'Italia a Glasgow con il solito sarcasmo: "Per una volta - dice -, sono serviti a qualcosa...". Italia-Francia è già ricominciata.