cronaca

Meredith, luminol "aiuta" Raffaele

Nessuna traccia di sangue in casa sua

Non ci sono evidenti tracce di sangue nella casa di Raffaele Sollecito, uno dei tre indagati per l'omicidio di Meredith Kercher a Perugia. Decisivo l'utilizzo del luminol. Nell'appartamento dello studente pugliese il sopralluogo degli "Esperti ricerca tracce" avrebbe dato esito negativo. La scientifica ha portato via una spugnetta e un fazzoletto sporco di sangue: secondo la difesa sarebbe da ricondurre all'epistassi di cui soffre il giovane.

Intanto i difensori dei tre indagati si preparano a presentare i ricorsi al tribunale del riesame contro il provvedimento di convalida dei fermi.

L'attenzione è comunque puntata sugli esami in corso nella Capitale che dovranno dire se c'è sangue su un coltello e sulle scarpe sequestrate a Sollecito. Elementi determinanti per confermare o smentire la ricostruzione accusatoria che ha collocato il giovane nella camera dove Meredith è stata uccisa e individuato nel suo serramanico la possibile arma del delitto.

Lo studente continua però a negare qualsiasi responsabilità di quanto successo. Con i suoi difensori ha ribadito di essere rimasto quella notte nella sua casa. Anche se si è ancora detto confuso su cosa sia successo esattamente. In particolare sulla presenza della sua fidanzata Amanda Knox e sugli orari ai quali questa sarebbe uscita dall'abitazione.

Punti fermi sulla notte di Sollecito potrebbero arrivare dall'esame del suo computer. Lo studente ha infatti detto agli investigatori di essere rimasto a lungo al pc la notte del delitto.