cronaca

"Amanda, tv accesa ma niente tg"

Perugia,prete del carcere: "E' fragile"

Una "giovane fragile", che "scrive e riflette", guarda spesso la tv ma quando passano i telegiornali che parlano del delitto di Perugia, lei spegne. E' il ritratto di Amanda Knox fatto dal cappellano della sezione femminile del carcere di Perugia, don Saulo Scarabattoli. La giovane studentessa statunitense, accusata del concorso nell'omicidio di Meredith Kercher, non è più in isolamento: ora divide la cella con un'altra detenuta.

La Knox è in carcere da una settimana con la pesante accusa di aver ucciso, insieme al fidanzato Raffaele Sollecito e al congolese Patrick Diya Lumumba, la sua coinquilina Meredith Kercher. Durante le sue giornate parla con l'educatore, con lo psicologo e, appunto, con il cappellano. Dalle sue mani ha ricevuto un Vangelo al momento del suo ingresso nel penitenziario. Accade a tutte le detenute, nel suo caso il testo è scritto in più lingue. "Anche se Amanda - ha confermato il cappellano - parla sufficientemente bene l'italiano. Sta leggendo il Vangelo e più avanti parlerò con lei anche di questo testo". Intanto don Saulo ha rivelato che "nei confronti di Amanda c'è unìatmosfera accogliente da parte delle altre detenute". Il sacerdote incontra la Knox come fa con tutte le altre recluse. "L'ho invitata - ha spiegato - a non seguire quello che si dice di lei in tv. E sei lei può cambia canale". In questi giorni don Saulo ha parlato spesso con la giovane. "Non di fatti di cronaca - ha aggiunto - quanto piuttosto di temi filosofici, ma anche di storia e del senso della vita".
    
Intanto una professoressa di Amanda dell'Università per Stranieri, ha consegnato alla polizia uno scritto della ragazza. Una sorta di tema, che la docente aveva chiesto di realizzare la mattina del cinque novembre scorso a tutti i suoi studenti, tra cui anche la giovane statunitense ancora non raggiunta dal fermo per omicidio, che sarebbe avvenuto il giorno successivo. Lo scritto, una specie di lettera che Amanda ha deciso di indirizzare alla madre, è stato consegnato agli investigatori. Nel tema, oltre all'angoscia "per ciò che è successo", la studentessa parla anche di cose più frivole. "Spero che quando mi verrai a trovare potremo andare assieme a fare shopping" scrive alla madre. E ancora nella lettera afferma "io con Perugia non ho finito" e racconta "sono sempre nervosa, non riesco a pensare ad altro che alla morte di Mez".

Intanto ha dato esito ''negativo'' il sopralluogo degli inquirenti in casa di Raffaele Sollecito. Uno dei suoi legali, l'avvocato Luca Maori, ha dichiarato. ''La casa era già sottosopra per precedenti controlli della polizia. Stavolta è stato trovato solo un fazzolettino di carta con qualche traccia di sangue, che si presume sia di chi abitava nell'appartamento: cioè lo stesso Sollecito o, eventualmente, Amanda Knox''. E anche se i risultati non sono ancora ufficiali, i legali di Sollecito sostengono che dai primi accertamenti compiuti dalla polizia scientifica non vi sarebbero tracce di sangue né sulle scarpe Nike né sui coltelli sequestrati al loro assistito.