"L'Italia continua a perdere competitività. E la sensazione diffusa è che andiamo verso un periodo di peggioramento delle previsioni". Lo ha detto il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa uscendo dalla riunione dell'Eurogruppo a Bruxelles. "Nel complesso - ha spiegato il ministro - il quadro si fa gradualmente meno roseo e le preoccupazioni per un rallentamento della crescita ci sono".
In questo quadro l'Italia resta la catena debole, con una crescita che resta -e resterà- la più debole di tutta Eurolandia. "Per l'Italia - ha spiegato il ministro - le previsioni della Commissione Europea sono sostanzialmente in linea con le nostre e non ci impongono revisioni particolari. Ma c'è un rischio di peggioramento di queste previsioni. L'Italia si trova in condizione di minor capacità competitiva."
Secondo il titolare di via XX Settembre a mettere a rischio la nostra crescita è "una capacità insufficiente di essere competitivi in termini di produttività".
LE PREOCCUPAZIONI DI TRICHET E ALMUNIA
Sulla situazione dell'Italia hanno poi parlato anche il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Trichet e il commissario agli affari monetari, Joaquin Almunia. "Se la prossima primavera la commissione Ue confermerà le ultime previsioni sul deficit - ha sottolineato Juncker - verranno abrogate le procedure nei confronti di Italia e Portogallo. Tutti gli stati membri devono raggiungere l'obiettivo del pareggio di bilancio al massimo entro il 2010".
Un obiettivo che invece Almunia ritiene ancora lontano da raggiungere per l'Italia. "Sull'aggiustamento strutturale e gli obiettivi di medio termine abbiamo ancora dei problemi- ha spiegato- se si guardano alle previsioni per il 2008 e 2009 e si comparano con gli obiettivi si possono stabilire tre gruppi di Paesi".
Nel primo ci sono quelli che hanno già raggiunto l'obiettivo e che sono "in una buona posizione", come Irlanda, Spagna e Germania. Nel secondo ci sono quelli vicini al pareggio di bilancio, tra cui Belgio e Slovenia.
Nel terzo gruppo i Paesi "che sono ancora lontani": Portogallo, Malta, Italia, Francia e Grecia. L'Italia prevede infatti di raggiungere l'obiettivo di medio termine entro il 2011, un anno dopo rispetto alle indicazioni della Ue.
EFFETTO CARO-GREGGIO
A peggiorare la situazione c'è poi la crosa del petrolio. E su questo problema si sono confrontati i tredici ministri dell'euro.
"Non è un fatto temporaneo - ha sottolineato Padoa-Schioppa - è il risultato della pressione di due miliardi e mezzo di persone che crescono al 10% all'anno". Per questo, ha ribadito il ministro, "bisogna lasciare che il mercato assorba questi prezzi, non illudersi di di poterli compensare facendoli pesare sui conti pubblici con alleggerimenti fiscali".