cronaca

Usura: arrestato direttore di banca

Chiese sesso per saldare i debiti

Un direttore di banca dell'Istituto di Credito Cooperativo nella Bergamasca è finito in manette con l'accusa di usura, estorsione, truffa ed esercizio abusivo di attività finanziaria. L'uomo, colto in flagranza di reato ad aprile e licenziato subito dopo, avrebbe prestato denaro applicando tassi di interesse dal 23% al 460%. A un commerciante che non poteva pagare avrebbe anche proposto di saldare il debito con prestazioni sessuali della figlia.

Le vittime, imprenditori e casalinghe, venivano ricevute in filiale come tutti i clienti dell abanca, ma, secondo l'accusa, a loro il direttore prestava particolari attenzioni. Pesanti gli elementi a carico del funzionario, finito agli arresti domiciliari per i reati contestati. Nella sua abitazione gli investigatori hanno sequestrato importanti appunti manoscritti riportanti il nominativo dell'usurato, l'importo da riscuotere e relativa garanzia prestata. In manette è finito anche un commerciante coinvolto nei prestiti, mentre altre persone sono state denunciate.

Almeno nove i casi accertati dalle forze dell'ordine, per un volume d'affari di un milione di euro. In cambio del denaro o degli assegni consegnati, venivano generalmente richiesti assegni postdatati o effetti cambiari riportanti come importo il capitale erogato maggiorato degli interessi applicati. In un caso è stato addirittura proposto alla vittima di saldare il debito con prestazioni sessuali della figlia.

Le indagini sono state condotte Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bergamo e coordinate dal sostituto procuratore Maria Cristina Rota. Il giudice per le indagini preliminari Alberto Viti ha disposto inoltre nei confronti dell' indagato il sequestro preventivo di 16 unita' immobiliari, del valore complessivo pari ad oltre un milione di euro.