Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha inviato un telegramma di cordoglio al Capitano della Marina Militare Giovanni Gumiero per l'uccisione della moglie Giovanna Reggiani. "Desidero esprimerle i sentimenti della mia più profonda e commossa partecipazione al grande dolore - si legge nel testo -. La morte di Sua moglie Giovanna ha ferito l'animo di tutti gli italiani che, come me, si stringono a lei".
Intanto è iniziata l'operazione di demolizione delle 25 baracche presenti nella zona di Porta Portese, a pochi metri dal Ponte Sublicio, sul lato destro del fiume Tevere. L'operazione è seguita dai carabinieri che stanno utilizzando due ruspe e impiegando una squadra di cinque operatori attrezzati con strumenti per la disinfestazione e la disinfezione. Nel frattempo è stato sospeso lo sgombero delle baracche di Tor di Quinto, dove è avvenuta l'aggressione alla Reggiani. La sospensione è stata decisa per consentire ai reparti della polizia scientifica di concludere i rilievi nella zona della violenza.
Convalidato il fermo del romeno
Il Gip di Roma Claudio Mattioli ha convalidato il fermo del rumeno Nicolae Romulus Mailat, accusato dell'omicidio di Giovanna Reggiani. La convalida è stata fatta per tentato omicidio, violenza sessuale e rapina. Il Gip ha successivamente emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio volontario. Nel corso dell'interrogatorio al quale è stato sottoposto Mailat, secondo quanto riferito dal suo legale Piero Piccinini, ha ammesso solo la rapina della borsa di Giovanna Reggiani. L'interrogatorio è durato circa tre ore. "Il mio assistito - ha detto l'avvocato Piccinini - ha fatto parziali ammissioni e dato una versione diversa da quella che si è letta sui giornali. Ma questa non è stata ritenuta credibile dal Gip; del resto ci sono indizi estremamente pesanti, come le ferite da lui riportate". Il legale ha aggiunto che il romeno è apparso "molto attonito". Mailat avrebbe raccontato di non aver ucciso la donna: "l'ho aggredita per rapinarle la borsa poi sono tornato indietro ma il corpo non c'era più".
Le polemiche politiche
La tragica uccisione della Reggiani continua a provocare reazioni e prese di posizione di diversa natura sopratutto in sede politica. Il governo corre ai ripari e approva velocemente nuove norme per la sicurezza, dando il via alle espulsioni e allargando l'ambito di competenza dei prefetti. La Casa delle Libertà attacca da più fronti e nel mirino più che Prodi c'è il sindaco di Roma Walter Veltroni, accusato da Gianfranco Fini, leader di An, di essere responsabile della situazione dei campi nelle periferie della capitale.
Il tema della sicurezza sarà anche al centro dei colloqui che il ministro dell'economia Pier Luigi Bersani, avrà a Bucarest con il premier Calin Popescu Tariceanu. Pure Beppe Grillo si e' fatto sentire tramite il suo blog: "Trovate i nomi deiresponsabili", chiede ai lettori, pubblicando la lettera di "un ufficiale dei Carabinieri" al quale affida il compito di spiegare "come i politici gestiscono la nostra sicurezza".