cronaca

Omicidio a Udine, fermato assassino

Confessa uomo che uccise gioielliere

E' stato fermato dalla polizia il killer di Giacomo Patti, di 35 anni, il gioielliere assassinato nel suo negozio di Udine. Loris Battistella, friulano di 51 anni, è stato bloccato nella stazione ferroviaria di Conegliano Veneto. Interrogato, l'omicida, residente a Udine, ha confessato e raccontato di aver gettato l'arma del delitto (rubata all'ex allenatore del Pescara Giovanni Galeone) in un fiume.

Si è rivelato così fasullo l'identikit diramato due giorni fa dalla procura di Udine in base a un testimone che aveva visto un uomo sospetto nei pressi del luogo e nell'ora del delitto. Battistella, che ha ammesso le sue responsabilità durante l'interrogatorio, ha rivelato anche di aver gettato l'arma nelle acque del canale Ledra, a Udine. I sommozzatori dei carabinieri l'hanno poi recuperata, scandagliando il letto fangoso del fiume.

Loris Battistella, operaio di 51 anni, di Sequals (Pordenone) ha confessato. "Sono andato per ammazzare" il gioielliere e poi derubarlo, ha detto al sostituto Procuratore del Tribunale di Udine, Giancarlo Buonocore. Dopo questa sua deposizione, per Battistella il magistrato ipotizza il reato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione.

L'indagato nelle tre ore di interrogatorio a Udine, ha dapprima risposto ad alcune domande del magistrato e ha poi fornito una dettagliata ricostruzione della giornata del 17 settembre. In particolare - da quanto appreso dall'agenzia Ansa - ha detto di essere andato nella zona della gioielleria "Golden Point" di Patti già la mattina, intorno alle 11:30, pronto a uccidere il titolare e a compiere la rapina. Si è pero' reso conto che la macchina operatrice che toglieva l'asfalto nella zona causando molto rumore e che, secondo le sue previsioni, doveva coprire gli spari, era ancora piuttosto lontana. Inoltre, essendo vicino l'orario di chiusura, c'era il rischio che il delitto fosse stato scoperto subito. Ha così deciso di tornare nel pomeriggio, convinto di potersi facilmente impossessare del denaro di Giacomo Patti. Già in altre circostanze precedenti (quando aveva venduto un fermacravatta rubato il 14 agosto scorso nell'abitazione dell'ex allenatore dell'Udinese, Giovanni Galeone e quando aveva venduto piccoli oggetti d'oro di famiglia), Battistella aveva notato che Patti aveva con sè molto denaro contante per cui sperava in un bottino molto consistente.

Una volta entrato nella gioielleria - sempre secondo il suo racconto - Battistella ha prima ucciso Patti, sparandogli cinque colpi con la pistola a tamburo calibro 38 rubata a casa di Galeone, e ha poi rovistato nei cassetti alla ricerca di denaro. Quando ha trovato solo fogli di carta e ha visto il cadavere dell'uomo per terra, si è spaventato ed è fuggito, gettando la pistola nel fiume Ledra dove è stata trovata dai Carabinieri del Nucleo Sommozzatori del Comando Provinciale di Trieste
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Due i punti chiave dell'indagine: la pistola rubata a Giovanni Galeone il 14 agosto scorso assieme a un fermacravatta con l'effige del Pescara Calcio (squadra allenata proprio da Galeone) che Battistella, reo confesso, ha cercato più volte di "piazzare" nel mondo della malavita locale, e il registro della vittima dove era stato scritto che un uomo aveva cercato di vendergli dell'oro assieme a un fermacravatta. Questi due elementi sono stati sufficienti per giungere all'autore dell'omicidio.