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Al Gore contro Bush

Imposizioni normative per le emissioni

In questi giorni è in corso un vertice a Washington tra le 16 nazioni più industrializzate del mondo per parlare dei gas serra e delle emissioni di questi nell'atmosfera.

L'organizzatore, il presidente statunitense George W. Bush, ha sostenuto che i tagli alle emissioni che provocano l'effetto serra debbano essere su base volontaria e non obbligatori. Una posizione che va ovviamente contro alle raccomandazioni dei principali scienziati e dal suo "avversario storico" Al Gore: "Escludere l'introduzione di misure coercitive o di regole comuni? Sono avvilito, e dire che con le nostre risorse economiche e tecnologiche dovremmo essere i leader per la battaglia contro i cambiamenti climatici". Queste le parole dell'ex vicepresidente USA, nell'intervento pubblico della prima seduta plenaria della Clinton Initiative a New York, in cui Gore ha sottolineato nuovamente la situazione drammatica dei ghiacci dell'Artico, il cui livello è sceso del 22% rispetto allo scorso anno. Se questa tendenza dovesse continuare si vedrebbe scomparire la Calotta Polare Artica nel giro di 23 anni.

Ancora una volta Al Gore raccoglie il consenso della sua platea e, molto probabilmente, di quella che il presidente Bush si troverà di fronte in questi giorni. Imposizioni normative sono necessarie, occorre attribuire un costo alle emissioni e bisogna investire nelle fonti rinnovabili.
Un messaggio chiaro e condiviso ormai da tutti, non fosse che non è dello stesso parere chi governa uno tra i paesi più potenti, influenti e inquinanti del mondo.