politica

Sinistra:"Reimpostare finanziaria"

Opinione emersa a vertice maggioranza

I partiti della sinistra dell'Unione esprimono, durante il vertice di maggioranza, un giudizio "negativo" sulla finanziaria 2008 illustrata dal governo. "Manca la collegialità, la manovra è da reimpostare completamente", avrebbero detto i leader di Prc, Pdci, Sd e Verdi. I quattro esponenti hanno preso la parola e hanno spiegato che "mancano gli elementi per approfondire e quei pochi che si conoscono sono negativi".

Torna a soffiare vento di crisi nella maggioranza dopo i segnali che arrivano dal vertice di Palazzo Chigi, un vertice caratterizzato dall'affondo della sinistra radicale sulla Finanziaria. Clima teso anche per la diserzione di Clemente Mastella dopo le polemiche scoppiate a Ballarò e nonostante il premier Prodi abbia espresso la sua solidarietà al ministro della Giustizia. Poi le questioni sul tappeto con il presidente del Consiglio che si augura che la Finanziaria non diventi occasione per saldare dei conti nella maggioranza.

Rifondazione guida il malumore nella sinistra. "Siamo stanchi di berci tutto", dice il segretario Giordano che si dice pronto ad andare fino in fondo, ma anche Musi offre la sponda della Cosa rossa, pronto a non votare la Finanziaria se non ci saranno radicali cambiamenti. "Qui sopravviviamo, ma per quanto? Forse Tommaso Padoa Schioppa più che dei conti dovrebbe preoccuparsi dei voti che ci resteranno, dopo questa Finanziaria", a dirlo è Beppe Fioroni ministro della Scuola.

Il ministro dell'Economia non fa a tempo a finire la sua relazione introduttiva, che dal Transatlantico trapelano i primi "mugugni" della sinistra di governo. In sintesi, la Finanziaria va reimpostata anche se a Prodi viene rinnovata la fiducia, cioè altre 48 ore di tempo, fino alla prossima riunione di venerdì per raggiungre la "necessaria sintesi" delle posizioni. Si sdrammatizza ma il clima è quello del regolamento dei conti. Mussi, Diliberto, Giordano e Pecoraro Scanio volgiono una sola cosa, che si riscriva la manovra finanziaria.

I Verdi denunciano che "no c'è nulla su Kyoto" e il segretario del Pdci Diliberto è durissimo: "Nella Finanziaria non c'è una parola sul precariato, sulla redistribuzione delle ricchezze, vogliamo dare un segno contro gli sprechi? Eliminiamo subito quell'inutile società del ponte sullo Stretto". Prodi la butta sul ridere e proprio all'inizio delle sue conclusioni, forse per alleggerire la tensione, dice: "Visto che qua non mi capisce nessuno, allora provo a spiegarmi in tedesco" e inizia effettivamente a parlare nella lingua di Goethe. Una risata accompagna la performance di Prodi che a quel punto riprende il suo discorso.

Ma ci vuol altro per superare un'impasse che potrebbe portare fino alla crisi. Se Prc, Comunisti italiani, Verdi e mussiani sono decisi a far cadere il governo sulla Finanziaria, lo si capirà meglio nei prossimi giorni. Per il segretario di Rifondazione Giordano, "la collegialità non c'è più, la tassazione delle rendite non c'entra nulla con la crisi dei mutui. Si difende la rendita speculativa, non ci osno la ricerca, l'ambiente, la redistribuzione. Manca un progetto di cambiamento".

Sulla questione delle rendite, Prodi ha detto che per ora non si può pensare a tassarle anche se il programma sarà applicato. Prodi cercherà di redigere una nuova bozza della Finanziaria e indirà un nuovo vertice per tenatre di farla approvare prima del consiglio dei ministri di venerdì e lancia un avertimento all'ala radicale: "I margini sono ristretti". I problemi vengono anche dal centro con Mastella "offeso", gli ulivisti dissidenti Manzione e Bordon e Di Pietro che anche sulla Finanziaria attacca: "Bisogna aumentare gli aiuti all famiglie".