Ex boss della Comasina condannato a quattro ergastoli e detenuto nel carcere milanese di Opera, Renato Vallanzasca - soprannominato il "Bel René" - è stato una delle figure di spicco della criminalità milanese degli anni '60. Nato nel capoluogo lombardo il 14 febbraio 1950, inizia a fare il criminale a metà anni '60 grazie a rapine e furti e con i proventi dell'attività si mantiene con la compagna in un appartamento in pieno centro a Milano. Alla fine degli anni '60 la sua banda commette furti e omicidi in tutta la Lombardia.
Il 14 febbraio del 1972 lui e i suoi uomini rapinano un supermercato e il 28 febbraio arriva l'arresto. Resta in carcere per quattro anni e mezzo e nel frattempo diventa padre. In carcere partecipa a rivolte e organizza una delle sue innumerevoli fughe. Vallanzasca si procura l'epatite mangiando uova marce e iniettandosi urina, viene ricoverato in ospedale da cui evade il 28 luglio del 1976 con la complicità di un poliziotto. Si sposta al sud con la sua banda e il 23 ottobre uccide un poliziotto a un posto di blocco di Montecatini. Prosegue la scia di omicidi: il 13 novembre uccide un impiegato di banca ad Andria, a cui seguono un medico, un vigile e tre poliziotti.
Il 13 novembre 1976 la banda sequestra Emanuela Trapani, poi liberata il 22 gennaio dl 1977 dietro pagamento di un riscatto di 1 miliardo. Il 5 febbraio a un posto di blocco di Dalmine Vallanzasca uccide due agenti nel corso di una sparatoria e il 15 febbraio è arrestato, ferito all'anca, nel suo nascondiglio. Il 14 Luglio 1979 sposa nel carcere milanese di San Vittore Giuliana Brusa.
Fugge dal carcere il 28 aprile del 1980 assieme ad altri quindici detenuti. Durante l'ora d'aria, Vallanzasca e i compagni tirano fuori tre pistole e prendono in ostaggio un brigadiere. Al cancello d'ingresso i detenuti danno vita a una sparatoria con le forze dell'ordine che prosegue anche nelle strade e nei tunnel della metropolitana. Vallanzasca rimane ferito e viene preso subito assieme ad altri nove detenuti.
Il 20 marzo del 1981, mentre è detenuto nel carcere di Novara, il boss della Comasina taglia la testa di un ragazzo durante una rivolta e ci gioca a pallone. Il 18 luglio 1987 riesce nuovamente a scappare gettandosi in mare da un oblò del traghetto Flaminia che lo stava portando al carcere dell'Asinara. In quell'occasione Vallanzasca approfitta dell'errore dei 5 carabinieri che lo stanno scortando e gli danno una cabina sbagliata.
Da Genova il "Bel René" arriva a piedi a Milano, concede un'intervista a Radio Popolare e sparisce. Il 7 agosto non è più una 'primula rossa'. Vallanzasca viene arrestato a un posto di blocco mentre tenta di raggiungere Trieste: è armato ma non oppone resistenza. Nel 1990 divorzia dalla moglie e il 31 dicembre del 1995 tenta di evadere dal carcere di Nuoro, ma stavolta la fuga fallisce.