Ha rischiato la radiazione e alla fine sono arrivati "solo" 8 anni di squalifica. Angelo Pagotto ha chiuso così la sua carriera con una sentenza emessa dalla Corte di giustizia federale che non ha accolto la proposta della Procura antidoping, comminando la sanzione a tempo all'ormai ex portiere del Crotone. L'estremo difensore era stato trovato positivo alla cocaina per la seconda volta il 28 aprile scorso.
Non è una radiazione, ma quasi. E' praticamente l'epilogo della carriera per il 33enne portiere di Verbania, "pizzicato" in due occasioni per cocaina (il metabolita Benzoilecgonina) ai controlli antidoping. L'ultimo episodio il 28 aprile 2007 (CrotoneSpezia), quando Pagotto giocava con la maglia del Crotone. Nuova positività, violazione dellarticolo 2.1 delle Norme Sportive Antidoping del Coni. Otto anni meno il periodo di sospensione già scontato, cioè 3 mesi. Angelo Pagotto, che in carriera ha vestito anche le maglie di Sampdoria e Milan, potrebbe tornare a giocare soltanto nel 2015, a 42 anni.
Dopo Fiorentina-Perugia del 20 novembre 1999, il portiere venne squalificato per 20 mesi, sempre per cocaina. Una vicenda che assomiglia molto a quella di Jonathan Bachini. Una carriera molto controversa. Pagotto nasce a Verbania il 21 novembre 1973. Sale alla ribalta nell'estate 1996, quando, dopo una buona stagione con la maglia della Sampdoria, il Milan del primo anno post Fabio Capello decide di farne l'erede di Sebastiano Rossi. Arriva in rossonero come candidato principale alla maglia da titolare, ma delude le attese e finisce in panchina dopo 8 partite e 10 gol subiti. L'anno dopo è a Perugia in cadetteria, dove prova il rilancio. Ci riesce e torna in massima divisione con il neopromosso Empoli. Sarà accantonato dopo 4 partite. Inizia il periodo più duro. Passa in B alla Reggiana, da lì torna a Perugia. E nel novembre 1999 viene fermato per cocaina. Si dichiarerà sempre innocente. Si ipotizza anche uno scambio di provette. Ma Pagotto sconterà integralmente i due anni di squalifica.
La sua carriera sembra finita. E, invece, il portiere stupisce tutti. Nell'estate 2001 la Triestina, che milita nel campionato di Serie C1, accetta di metterlo sotto contratto. Pagotto risponde bene e gli alabardati centrano la promozione in cadetteria. L'anno dopo l'estremo difensore è ancora dei migliori. Passa all'Arezzo, resta due anni e pare aver trovato una nuova giovinezza. Lo ingaggia il Torino, ma finirà presto in panchina. Finisce al Grosseto, passa al Crotone dopo pochi mesi. Ma anche lì sarà spesso in panchina. Sino alla nuova positività e alla condanna per 8 anni.