Lo hanno fermato a un passo dal traguardo. Per l'esattezza a due omicidi da quello che era il suo obiettivo dichiarato di 64. Aleksander Piciushkin, 35 anni, il serial killer del parco moscovita di Biza, ha confessato le sue responsabilità in aula. Era accusato di 49 omicidi e di tre tentati, anche se ha ne confessati 62, due in meno di quanti ne aveva pianificati per arrivare al numero di caselle di una scacchiera.
Per questo era stato soprannominato il "killer degli scacchi". A rendere noto la confessione è stato l'avvocato di Piciushkin, Pavel Ivannikov. Lo stesso Piciushkin, considerato il serial killer russo con più omicidi alle spalle, aveva chiesto di essere giudicato da una giuria popolare (paragonabile alla corte d'assise italiana) e la corte l'ha accontentato selezionando 12 giurati e altri sei supplementari tra 44 candidati.
L'imputato ha però ricusato Roman Shirkin, uno dei suoi avvocati, spiegando che a suo avviso sostiene la posizione del pubblico ministero. Erano 21 i familiari delle vittime presenti in aula. Stando all'accusa, Piciushkin, riconosciuto da una perizia capace di intendere e di volere, avrebbe ucciso la sua prima vittima, uno studente adolescente, nell'estate del 1992. Ma l'uomo avrebbe ucciso gran parte delle sue vittime tra il 2001 e il 2006, nel parco di Biza.
Proprio nell'immenso spazio verde di 15 chilometri quadrati alla periferia sud della capitale, ricco di boschetti e di angoli appartati, il killer sceglieva le sue vittime di preferenza fra le persone anziane e sole, le più facili da colpire. Dopo aver fatto conoscenza e aver ottenuto la fiducia delle vittime, con vari pretesti le invitava nel parco, dove offriva loro da bere bevande alcoliche per renderle innocue e colpirle alla testa.
L'errore fatale che ha permesso alla polizia di arrestarlo lo ha commesso il 5 giugno del 2006. Quel giorno ha infatti invitato a uscire, per poi ucciderla, Marina Moskaliova, una donna che lavorava nello stesso negozio di generi alimentari dove lui era impiegato come facchino e che si era premurata di lasciare al figlio il numero di cellulare dell'accompagnatore. Rintracciato subito dopo dalle forze dell'ordine, Piciushkin ha confessato quel delitto e anche i precedenti.