E' finito sul banco degli imputati, con la colpa di non aver fatto fare il salto di qualità all'Italia del canestro, nonostante la 'nobiltà' regalatagli dalla prima scelta di Toronto e da un anno nella Nba. Ma Andrea Bargnani non ci sta e rispedisce le accuse al mittente. "Non mi sento individualmente responsabile di una sconfitta che è dell'intera squadra - afferma il 'Mago' -: abbiamo giocato male e abbiamo perso".
Gli sguardi su di lui, sull'uomo che avrebbe dovuto lanciare uin orbita il basket italiano ed invece ha deluso ed è andato incontro a una bocciatura senz'appello. Un peso sulle spalle, sia pur forti e piazzate, di un ventunenne catapultato nell'Olimpo statunitense prima e nello scantinato delle polemiche azzurre poi. Andrea Bargnani è stato scelto come capro espiatorio, retaggio di una scelta ben più pesante fatta qualche tempo fa da addetti ai lavori e apopassionati, quella che l'aveva eletto a punta di diamante e valore aggiunto della Nazionale di Recalcati. Ora che Pechino è svanita dietro una figuraccia spagnola, relegata nel dimenticatoio dalle spallate di Nowitzki e soci. Le sparate non si sono fatte attendere, ma il 'Mago' non ha nessuna voglia di fare la parte dell'unico imputato nel processo all'Italia sotto il tabellone.
"Non mi sento individualmente responsabile - attacca frontalmente l'ex giocatore di Treviso -: questa è una sconfitta dell'intera squadra. Abbiamo giocato male ed era inevitabile che perdessimo". Poi, pungolato dalla moltitudine di cronisti al seguito dell'avventura azzurra, ormai già in archivio, scende nei dettagli e nelle pieghe di un match scivolato via quasi senza che Bargani e compagnia se ne rendessero conto. Ma nelle sue parole c'è anche una stilettata all'impostazione data dal cittì, quasi a voler sottolineare come le colpe debbano ricadere prima sui 'capi', secondo una legge non scritta della vita più che dello sport. "Pochi rimbalzi? Con un lungo fisso su Nowitzki abbiamo lascia troppo spazio sotto canestro". Da ultimo il confronto impietoso con la stella di Dallas, che secondo l'azzurro però non ha visto stravincere il tedesco. "Io e Dirk abbiamo giocato contro solo per qualche minuto - spiega Bargnani - ed entrambi abbiamo giocato al di sotto delle nostre possibilità". Ecco l'unica ammissione di un ragazzo che non ci sta, non vuole prendersi tutte le responsabilità di un fallimento doloroso così come non avrebbe voluto essere caricato del peso di tutte le aspettative.