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Caso Ronaldo, Ancelotti perplesso

"Come sta? Non so, chiedete ai medici"

Ancelotti è perplesso, Galliani comprensivo, l'antidoping curiosa. Il caso Ronaldo fa discutere, ma nonostante la stizza del tecnico rossonero, il Milan sembra intenzionato a dare fiducia al Fenomeno. Il rientro in Italia appare imminente, forse già mercoledì, e così la polemica si sposta a Milanello, dove Ancelotti ha bacchettato lo staff medico. "Come sta Ronie? Chiedetelo a Meersseman: doveva essere pronto per lunedì...".

C'è chi tenta di gettare acqua sul fuoco e chi non può più fare a meno di vuotare l'intera tanica di benzina sul rogo rossonero. Galliani e la sua tranquillità ostentata, condita da giustificazioni logiche ma non troppo convincenti, dovrebbe essere, nelle intenzioni di via Turati, la faccia da copertina per creare una cortina fumogena che protegga l'ambiente dalle spine del caso Ronaldo. "E' normale che succedano certe cose - spiega solerte l'ad -, specie in considerazione del passato clinico del giocatore. E' una questione d'ansia: mia nonna mi diceva che se ti scotti con l'acqua bollente, finisce per aver paura anche di quella fredda...". Saggezza popolare e un sorriso, per stemperare la tensione e provare a guardare avanti con rinnovata fiducia.

Peccato che il volto a finire in copertina, insieme alle parole del 'proprietario', sia quello di Carlo Ancelotti. Accigliato, poco incline alle battute e radicalmente diverso, sia dal proprio dirigente sia dal suo solito. Il tecnico di Reggiolo stavolta non accetta di venire investito di responsabilità che riguardano altri, rifiuta di dover tamponare falle apertesi per colpa di un settore che non gli compete. "Come sta Ronaldo? Chiedete ai medici, rivolgetevi a Meersseman - afferma l'allenatore in quel di Milanello -. A me avevano detto che sarebbe stato a disposizione lunedì scorso; poi mi hanno parlato di mercoledì. Sto ancora aspettando...". Parole dure, che tirano in ballo MilanLab e il suo ideatore. La diagnosi sbagliata, ammessa dallo stesso staff sanitario rossonero, non è andata giù ad Ancelotti, irritato anche dall'atteggiamento del giocatore, recatosi in Brasile per sottoporsi alle cure di un medico estraneo all'ambiente milanista. La sensazione è che, nonostante la facciata, anche ai piani alti la situazione bruci parecchio e che, se non dovesse risolversi positivamente, potrebbe comportare una distanza tra il Fenomeno e il club, nonché un Milan attivo sul mercato a gennaio.