Dopo il venerdì nero le Borse del Vecchio Continente sono in altalena. L'avvio è stato positivo, poi gli indici hanno virato al ribasso e ora sono contrastati. A Milano lo S&P/Mib guadagna lo 0,47% a 38.676 punti, il Mibtel lo 0,38% a 30.309, mentre All Stars cede lo 0,15% a 17.341. Francoforte cede lo 0,22% a 7.420, Londra lo 0,05% a 6.188, Parigi lo 0,13% a 5.423.
Restano quindi le preoccupazioni legate alla crisi dei mutui Usa ad alto rischio. Incerte anche le prospettive dell'economia globale (oggi il Giappone ha annunciato un calo a sorpresa del Pil). Gli indici si muovono nervosamente oscillando tra i timori per il futuro e i buoni risultati diffusi da alcune grandi società come Philips (+2,8%). Tengono le tlc (+0,16%) mentre, così come sui mercati asiatici, calano i produttori di materie prime come Rio Tinto (-1,4%) e Boliden (-2,2%). In discesa il settore auto (-0,45%) e le banche (-0,27%).
"Ci hanno detto che l'impatto del terremoto dei subprime sull'economia sarebbe stato molto modesto, ma dopo i dati sul mercato del lavoro americano ci sembra che non sia così", dice un'analista da Bruxelles. Il peggior settore è quello delle materie prime (-1,74% l'indice di settore), su cui scattano le vendite dopo i rialzi della settimana scorsa. Male anche le auto (-1,14% indice di settore) con Daimler Chrysler che cede l'1,40% e Renault l'1,45%.
Tra i titoli positivi, invece, si segnala Philips Electronics, che riduce il guadagno all'1,83% dal 3% dell'avvio, dopo aver detto che raddoppierà il profitto "core" entro il 2010. La contrazione dei posti di lavoro negli Usa aumenta le possibilità di un taglio dei tassi d'interesse il 18 settembre da parte della Federal Reserve.