cronaca

Garlasco, vernice su indumenti

Niente sangue su abiti nel canale

I vestiti rinvenuti nel canale tra Groppello Cairoli e Villanova d'Ardenghi lo scorso 25 agosto da tre contadini non hanno nulla a che fare con il delitto di Garlasco. Secondo quanto stabilito dagli esami dei Ris, gli abiti, tre paia di pantaloni, due canottiere da uomo e un paio di scarpe numero 43, non erano sporchi di sangue, come si credeva, ma bensì di vernice.

Chiusa anche la pista degli abiti ritrovati dietro la casa di Chiara Poggi, brutalmente assassinata nella sua abitazione, gli investigatori dovranno concentrare le indagini in altre direzioni. Gli indizi per costruire un'ipotesi investigativa convincente sembrano essere sempre meno e il delitto, per ora, rimane ancora avvolto nel mistero. Al momento non è stata ancora trovata l'arma del delitto, nonostante gli inquirenti abbiano ormai passato al setaccio la villetta dei Poggi e le zone circostanti.

Dopo aver sequestrato l'impianto di allarme della villa di via Pascoli a Garlasco, gli esperti della procura intendono ricostruire l'ultima notte di Chiara. Nel dettaglio, analizzando la centralina, gli investigatori vogliono capire se la ragazza ha inserito l'antifurto la notte prima dell'assassinio ed .

A trovare gli abiti erano stati tre agricoltori che, insospettiti dal colore delle macchie sugli indumenti, si erano rivolti ai carabinieri segnalando la presenza di un sacchetto sospetto. In un primo momento qualcuno aveva ipotizzato che le macchie fossero di sangue e che in qualche modo i vestiti fossero collegati al delitto, ma gli esami degli esperti del Ris hanno invece escluso ogni legame con l'omicidio.

Continuano nel frattempo le analisi sulla centralina dell'antifurto della villa di via Pascoli a Garlasco. Gli inquirenti vogliono capire se Chiara ha inserito l'allarme la sera prima dell'assassionio e, in tal caso, a che ora è stato disinserito.