Raniero Busco, ex fidanzato di Simonetta Cesaroni, è stato iscritto sul registro degli indagati della procura di Roma per il reato di omicidio volontario. La giovane venne uccisa il 7 agosto del 1990 con 27 coltellate a Roma nell'ufficio di via Poma dove lavorava. Il dna di Busco sarebbe stato rinvenuto sulla vittima, su una piccola macchia di saliva. La formalizzazione dell'accusa è dovuta al deposito della perizia dei Ris.
Un giallo quello di via Poma che non ha mai trovato soluzione. La ragazza lavorava negli uffici dell'Associazione italiana alberghi della gioventù. Il corpo fu rinvenuto il giorno dopo, mentre l'assassino non fu mai rintracciato, nonostate le indagini.
Secondo gli esperti, la traccia di saliva trovata sul corpetto della ragazza sarebbe la sola traccia biologica certa presente nel rapporto consegnato ai pm. Per questo si è resa necessaria l'iscrizione dell'ex fidanzato di Simonetta nel registro degli indagati per procedere con ulteriori accertamenti.
In pratica vengono confermate le indiscrezioni rivelate dal programma televisivo "Matrix" che nei mesi scorsi svelò alcuni passaggi della nuova inchiesta sul delitto di via Poma. Quel che non sarebbe stato possibile verificare è la datazione della traccia di saliva, per capire se sia stata lasciata da un morso subito da Simonetta dal suo assassino al momento della morte. Adesso gli investigatori dovranno verificare gli alibi forniti a suo tempo.
Il legale della famiglia: "La posizione di Busco sarà archiviata"
L'iscrizione al registro degli indagati non coglie di sorpresa Lucio Molinaro, avvocato della famiglia Cesaroni. "L'iscrizione di Renato, l'ex fidanzato di Simonetta, era un atto dovuto. Non basta l'esame del Dna a dire che si tratta del responsabile dell'omicidio. Ma purtroppo, a parte quel residuo di saliva, che è solo sul corpetto di Simonetta e in nessun altro luogo della scena del crimine, non c'è nulla e perciò credo che i magistrati lo abbiano iscritto per poi archiviare la sua posizione".
Spiega ancora il legale: "'La famiglia Cesaroni ed io sapevamo che l'unico indizio era quella traccia di saliva sul corpetto che quindi non prova nulla, dato che Busco e Simonetta erano fidanzati. La famiglia di Simonetta è appesa a un filo. So che, vicenda Busco a parte, gli investigatori e la Procura hanno lavorato in silenzio su più piste e in altre direzioni. Sono state interrogate molte persone, fatti riscontri che, almeno fino al 30 luglio scorso, quando abbiamo avuto un colloquio con i magistrati, non hanno portato a nulla. Ci recheremo in procura nei prossimi giorni per sapere se vi sono altre novità. Lo speriamo ma la speranza ripeto è appesa a un filo sottilissimo".