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Recalcati: "Obiettivo resta Madrid"

"Parker? Fenomeno a cui riusciva tutto"

Recalcati non fa drammi per la sconfitta con la Francia, convinto che la sua Italia possa comunque arrivare alla fase successiva dell'Europeo. "Sapevamo che avremmo potuto perdere le prime due - ammette il cittì -, ritrovandoci a giocarci tutto nell'ultima gara; ma il nostro obiettivo resta andare a Madrid. Parker? E' un fenomeno, a cui stasera riusciva tutto, persino il tiro dalla distanza che non è la sua specialità".

Nessuna resa, nemmeno di fronte alle due sconfitte in due giorni che hanno relativamente ridimensionato un'Italia orfana di Gallinari, ma pur sempre 'grande'. Recalcati guarda oltre, vede due ko di misura e non cambia mira. "Il nostro obiettivo è sempre andare a Madrid - afferma il cittì azzurro -. Guardando il calendario sapevamo che potevamo perdere le prime due partite e giocarci tutto all'ultima gara". Una serenità che sbalordisce, specie dopo una sconfitta maturata negli ultimi minuti, dopo tre quarti giocati alla pari con Parker e compagnia. "E' stata una partita dura, molto dura, contro una delle squadre più forti dell'Europeo - spiega Recalcati -. Abbiamo marcato con l'attitudine giusta, e la giusta attenzione. Abbiamo impedito ai francesi il loro gioco preferito, quello in campo aperto, ma abbiamo smarrito tutto negli ultimi cinque minuti".

Bargnani e Belinelli sono gli uomini a cui è legato a doppio filo il destino azzurro nella rassegna continentale. Il tecnico lo sa e non sfugge all'analisi delle loro prestazioni personali, buone nonostante il risultato. "Hanno giocato in maniera diversa, ma bene - dice il cittì -. Andrea ha giocato bene per il primo tempo, poi nel secondo è calato. E' indietro nella preparazione e sta recuperando. Di Belinelli mi è piaciuta sopratutto l'attitudine difensiva che ieri, contro la Slovenia, era mancata". Poi l'ultima considerazione, condivisa anche da Mancinelli: "Parker? E' un fenomeno e oggi la metteva anche da tre, che non è la sua specialità...". Come dire: di fronte a serate del genere bisogna arrendersi, ma la speranza è che anche i due campionissimi azzurri possano trovare presto quaranta minuti della stessa intensità.