Da essere Premier, alla Premier. Il passo dalla politica al calcio inglese, come presidente del Manchester City, per l'ex primo ministro thailandese Thaksin Shinawatra, è stato semplice. Non altrettanto lo sono i rapporti con il suo paese da dove è stato deposto con un colpo di stato nel marzo del 2006. Ora è ricercato, insieme alla moglie, dalle autorità di Bangkok con l'accusa di corruzione. No comment da parte del club.
Londra per Thaksin Shinawatra è un esilio dorato. Il miliardario ed ex premier thailandese, dopo essere stato deposto con un golpe il 5 marzo del 2006, è dovuto per forza di cose emigrare all'estero ed ha scelto l'Inghilterra con un obiettivo ben preciso: acquistare un club di Premiership. 120 milioni di euro sono stati stanziati dalla UK Sport Investment, società da lui controllata, per rilevare il pacchetto azionario e la relativa proprietà del Manchester City, il club attualmente allenato da Sven Goran Erikkson e guidato in attacco dal "nostro" Rolando Bianchi.
Un affare, di quelli importanti, ma i problemi di Shinawatra sono ben altri che pagar gli ingaggi ai suoi giocatori. I golpisti thailandesi non hanno alcuna intenzione di perdonargli alcune "pendenze" lasciate in sospeso a Bangkok e dintorni e lo hanno fatto raggiungere dall'ennesimo, il dodicesimo per l'esattezza, mandato di cattura con l'accusa di corruzione, per lui e la moglia. La coppia, in Thailandia, avrebbe violato le leggi di Borsa e stavolta, le autoriutà militari di Bangkok non hanno escluso la possibilità di avviare i procedimenti necessari per l'estradizione se i due coniugi non dovessero presentarsi all'udienza della Corte Suprema, prevista per il 25 di settembre.
Nessun commento da parte del club inglese, ma un dato che può sembrare curioso è che, al momento dell'offerta di Shinawatra per l'acquisto dei Citizens, la Premier League, per bocca del portavoce Dan Johnson, dispose un "test di onorabilità basato su criteri scientifici" per accettare o meno l'ingresso dell'ex primo ministro nell'elite del calcio inglese.