Non c'è pace per Valentino Rossi e nemmeno l'aria di casa ha aiutato il 'Dottore'. La sua Yamaha si è ammutolita nel corso del quarto giro, evidenziando problemi tecnici, forse legati almeno in parte al nuovo propulsore proposto per la prima volta nel Gp di Misano. Valentino era quarto al momento dello stop, ma dopo un dritto anomalo in una curva, la moto l'ha abbandonato e non ha potuto fare altro che ritirarsi.
La prima fila di sabato aveva illuso tutti, lui per primo. Valentino Rossi aveva messo in garage la vecchia Yamaha, innamorato del nuovo propulsore, finalmente in grado di avvicinare le prestazioni del motore Ducati. Tanti giri, tutti positivi; una carezza che sembrava aver risvegliato la sua ragazza griffata Fiat. La fiducia nel box era tanta, da quella testimoniata dal sorriso ritrovato del pilota a quella di Brivio e Bargess, convinti che lo zuccherino avrebbe fatto uscire di nuovo i canini al Fenomeno delle due ruote. Stoner lì davanti, ancora una volta senza remore di sorta e pronto alla battaglia in pista. Nuove sensazioni dal sapore antico, obiettivi ritrovati e spirito da combattente. Tutto svanito in un amen, qualche curva più in là del via, solo quattro giri dopo il semaforo verde.
La moto che tira dritto, ignora il manubrio e il peso spostato. Un rimbrotto a chi sta sopra, un paio di colpi da cavallo imbizzarrito e giù la voce, afona e triste. Se ne vanno così i buoni propositi della vigilia, svaniscono dietro un dosso insieme a Casey Stoner e al codone rosso della sua Ducati. Tanti punti, ottantacinque, tra il Dottore e il ragazzino terribile che guarda con l'acquolina in bocca il trono che fu del pesarese. E adesso conta poco pensare a cosa sarebbe successo se la Yamaha non avesse azzardato il nuovo motore proprio in una gara in cui Valentino poteva sopperire a differenze di cavalli e di quant'altro. Non conta nulla. E' stato il propulsore, quasi certamente, anche se forse anche l'impianto idraulico può aver fatto cilecca, sollecitato da un nuovo componente troppo giovane per guidare la resurrezione tecnica. Responsabilità giapponesi a parte, quello che resta è il capo chino di Rossi e una resa che adesso prende i connotati di una disfatta.