E' finito il tempo della campagna d'estate, con il calciomercato che ha chiuso i battenti il 31 di agosto. Ormai, per chi è colto da ripensamenti di sorta, l'unica chance per correre ai ripari è quella di rivolgersi a giocatori rimasti senza squadra, gli svincolati. Tanti nomi importanti, magari avanti con gli anni, ma che potrebbero sopperire a qualche lacuna. Da Di Biagio a Pagliuca, passando per Ferrante e Candela.
Non tutto è perduto. Nè per chi ha il pallone nel sangue e rigetta ogni cura disintossicante, nè per quelli che guardandosi allo specchio si scoprono nudi e con la coscienza non del tutto a posto. Squadre reduci da 'epidemie' di infortuni, presidenti contestati dalla tifoseria per i colpi mancati, direttori sportivi che si mettono in pole position per l'acquisto fuori tempo massimo e da portafogli in lacrime. Giocatori che non hanno maglia, campioni sul viale del tramonto e non che guardano attorno con lo sguardo di chi non si rassegna allo scorrere del tempo. Per tutti quanti c'è un'altra occasione, nonostante i sigilli al portono dell'Ata Quark e del calciomercato tutto.
Così, scorrendo la lista di chi è rimasto a piedi, si trovano nomi che possono ancora far gola, specie a chi la rosa non è riuscito a completarla nei tempi utili. Chi cerca un portiere, ad esempio, può puntare sull'eterno Gianluca Pagliuca. La Lazio, decimata in difesa, ma anche altre squadre alla ricerca di puntelli per il proprio reparto arretrato, hanno solo l'imbarazzo della scelta. Tra Gigi Di Biagio e Fabrizio Ficini, Nelson Abeijon e Vincent Candela, Mark Iuliano e Paolo Negro, i nomi possono ancora fare gola. Per l'attacco ci sono Marco Delvecchio e Marco Ferrante, due dal gol facile e in grado di garantire un rendimento più che accettabile, guai fisici permettendo. La corsa ai ripari è aperta, ora tocca a chi non si sente a posto fare il primo passo, con la certezza che l'eventuale chiamata andrà a buon fine, perché il calcio è una malattia, una dipendenza assoluta.