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Calciomercato con occhio ai bilanci

Roma regina, Juventus spendacciona

Spendere, ma con un occhio al bilancio. Mercato finito e conti alla mano, l'unica squadra a rispettare questi parametri è stata la Roma che si è rinforzata nei punti giusti senza spendere grandi cifre, ma portando in squadra gente del calibro di Giuly, Juan e Cicinho. L'Inter ha speso il doppio dei giallorossi, mentre al Milan va la palma dell'acquisto più oneroso con il brasiliano Pato. Juventus la più spendacciona.

Finito il calciomercato, è tempo di fare un po' di conti in tasca alle squadre della massima serie che si sono impegnate per rinforzarsi in vista della nuova stagione appena iniziata. La parola d'ordine era: spendere, ma con oculatezza. Magari favorendo i vivai, vedi la Fiorentina, alla ricerca di qualche giovane di talento a basso costo, ma dal rendimento assicurato. Per certi versi è andata così e le cifre spese per questa fase del mercato portano a capire che tutto sommato la "crisi" del calcio italiano è giunta alla conclusione e qualche euro in più comincia a girare.

Occhio però sempre al bilancio e la Roma è quella che sicuramente ha fatto scuola in questa estate di trattattive pur essendo una di quelle che ha speso di più. I giallorossi hanno centrato tutti gli obiettivi scelti portando in Italia gente del calibro di Giuly, Cicinho e Juan, con il doppio scopo di rinforzarsi e chiudendo con un passivo accettabile, contenendo i costi, viste anche le prossime entrate, quelle che arriveranno dalle partite di Champions League.

La più spendacciona è stata la Juventus giustificata dal fatto di dover allestire una squadra importante dopo l'anno di purgatorio in serie B, ma che, senza i famosi "aiutini" dalle coppe europee, dovrà fare i conti con un passivo in bilancio da circoletto rosso, ma sull'altro piatto della bilancia ci sono nomi assolutamente da prima fascia. Se i bianconeri sono stati la società più di manica larga, il Milan è quella che ha speso di più per un giocatore solo. L'investimento fatto con il brasiliano Pato, da solo, vale come l'intera "uscita" di un club di onesta metà classifica. Anche l'Inter si è rafforzata, ma per farlo ha dovuto spendere, ad esempio, quasi il doppio della Roma, mentre tutte le altre sono su cifre più basse. Solo Cagliari e Reggina, hanno chiuso il mercato con un bilancio in positivo.

Insomma, l'oculatezza messa in pratica negli utlimi cinque anni, ha cominciato a far evedere i primi frutti. Se non altro i budget sono aumentati, le uscite sono spesso in parallelo con le entrate e quindi, il tanto famoso quanto obsoleto: "bambole, non c'è una lira", per ora è solo un ricordo.