Il portiere del Messina Nicholas Caglioni è stato squalificato dalla Commissione Disciplinare per due anni dopo essere risultato positivo a un controllo antidoping effettuato l'11 febbraio dopo la gara tra Messina e Catania. Le analisi avevano evidenziato una positività ai metaboliti della cocaina. Caglioni era fermo dal 15 marzo, giorno da cui decorre quindi la squalifica. Nel referto si legge che non esistono attenuanti.
Gli input sono chiari: mano pesante per debellare il fenomeno doping, in tutte le sue forme. Dopo la squalifica di Francesco Flachi, la Commissione Disciplinare ha inflitto altri due anni, questa volta al portiere del Messina Nicholas Caglioni, nelle cui urine sono stati trovati, proprio come Flachi, quegli ormai tristemente famosi metaboliti della cocaina. Non è servita neppure la tattica dell'ammissione della colpa. "La mia positività -si legge nella memoria difensiva del giocatore- è riconducibile ad una sigaretta "maneggiata" offertagli da uno sconosciuto nel corso di una serata in discoteca e quindi, trattasi di una leggerezza".
Ma in Commissione, non sono state riconosciute attenuanti o esimenti visto che, si legge nel provvedimento: "la sola presenza nell'organismo di sostanze proibite è condsiderata una violazione del Regolamento Antidoping e le prospettazioni difensive non sono in alcun modo idonee ad escludere la responsabilità di Caglioni".
Salvo sconti o ricorsi, il giocatore potrà tornare in campo a metà marzo del 2009, ovvero quando avrà 26 anni, relativamente giovane per poter dimenticare e ricominciare.