Ogni italiano consuma seimila litri d'acqua al giorno. Non ci si riempie come otri per seguire le raccomandazioni salutari ma si sprecano volumi immensi di oro blu inconsapevolmente. Miliardi di gocce preziose si nascondono dietro la produzione dei cibi che si assumono ogni giorno. Regina dello spreco � la carne. I dati sono estratti dal rapporto del Wwf "Acqua in bocca! Quello che il cibo non dice sullo spreco della risorsa" lanciato in vista della Giornata mondiale dell'acqua del 22 marzo.
Italia tra i peggiori - L'impronta idrica della produzione in Italia ammonta a circa 70 miliardi di metri cubi di acqua l'anno. In Europa, l'Italia � tra i Paesi con la maggiore impronta idrica, essendo del 25% pi� alta della media dell'Unione europea. A livello globale, � del 66% pi� alta della media mondiale. Circa il 60% dell'acqua virtuale contenuta nei prodotti agricoli consumati in Italia � importato.
Dall'analisi emerge che il nostro Paese si basa considerevolmente sulle risorse idriche esterne per soddisfare le esigenze della propria popolazione. L'Italia si classifica come il terzo importatore netto di acqua virtuale al mondo, dopo Giappone e Messico e subito prima di Germania e Regno Unito. Il quantitativo � equivalente a quasi una volta e mezzo il deflusso annuale del Po.
L'agricoltura causa l'85% dell'impronta idrica della produzione, comprendendo l'uso per la produzione di colture destinate all'alimentazione umana e al mangime per il bestiame (75%), e per pascolo e allevamento (10%). Il restante 15% dell'impronta idrica della produzione � suddiviso tra industriale (8%) e uso domestico (7%).
Bistecca assetata - L'impronta idrica dei consumi in Italia � di circa 132 miliardi di metri cubi l'anno (oltre 6mila litri pro capite al giorno) e comprende anche quella nei beni importati. Da solo, il consumo di cibo contribuisce all'89% dell'impronta idrica totale giornaliera degli italiani. I prodotti di origine animale (compresi latte, uova, carne e grassi animali) rappresentano quasi il 50% dell'impronta idrica totale dei consumi in Italia. Il consumo di carne, da solo, contribuisce a un terzo dell'impronta idrica totale. La seconda componente principale dell'impronta idrica � generata dal consumo di oli vegetali (11%), cereali (10%) e latte (10%).