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Mancini:"Io come AdrI? Lui esce..."

"Vita tranquilla per essere grande"

Pensa a concludere nel migliore dei modi la stagione per poi programmare la successiva in modo da ripetersi in Italia e, magari, vincere in Europa. Roberto Mancini ammette di essere contento della rosa attuale dell'Inter e spera di recuperare Adriano: "Io simile a lui? No, io non uscivo lui sì - ha ironizzato a Sky - Scherzi a parte, se riuscisse a capire che deve avere una vita tranquilla, giocherebbe alla grande".

La stagione è stata perfetta e Roberto Mancini si gode i postumi di un successo che durerà fino all'inizio della prossima stagione, quando saranno nuovamente in palio punti importanti e dove, differentemente dalle cinque partite che restano, si ricomincerà a fare sul serio. L'annata del tecnico interista, ha, tuttavia, una nota stonata rappresentata dal mancato pieno coinvolgimento di Adriano nel progetto Inter, quando il brasiliano avrebbe potuto giovare di un ambiente finalmente compatto e vincente. Mancini non si rivede in Adriano nè come caratteristiche tecniche nè dal punto di vista professionale e, sebbene ironicamente, dice una verità confermata dalle vicende travagliate e "ballerine" dell'attaccante in questa stagione. "Non ci sono similitudini tra me e Adriano, io non uscivo, lui invece esce...- scherza ai microfoni di Sky -  Essendo giovane può commettere anche qualche errore, ma se riesce a capire che per giocare alla grande, viste le qualità che ha lui, deve avere una vita tranquilla, divertirsi come un ragazzo ma avere una vita più regolare sarebbe un grande". Insomma una sorta di consiglio su cosa fare da grande: "Esatto, proprio così".

E se Adriano è il cruccio di questa stagione, la prossima potrebbe aprirsi con qualche innesto italiano: "Se avessi qualche italiano sarebbe importante anche per gli altri giocatori stranieri. Ma questo non è poi così fondamentale, come è stato dimostrato. Quindi io sono felice con i giocatori che ho". Nella speranza di recuperare Adriano tanto dissimile da lui, ma probabilmente, se incondizione, decisivo come quando Mancini scendeva in campo.