Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha confermato ai 26 paesi della Nato la sospensione dell'applicazione del trattato sulle forze convenzionali in Europa (Cfe), annunciata dal presidente Vladimir Putin. La Russia vuole anzitutto capire chi sono i nemici che spingono gli Usa a realizzare il previsto sistema di difesa anti-missilistica in Polonia e Repubblica Ceca.
Una posizione, quella della Russia, che ha destato "grande preoccupazione e rammarico" dai membri dell'Alleanza. E' stato lo stesso segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, a dirlo, dopo aver confermato ufficialmente la presa di posizione del ministro Lavrov.
Il ministro degli Esteri russo ha detto che il suo Paese è "preoccupato" per l'avvicinamento "strisciante" dell'infrastruttura Nato ai propri confini. Lavrov ha quindi sottolineato che la Russia sta rispettando il trattato sulle armi convenzionali in Europa e che è giunto il momento per la Nato di dimostrare che fa sul serio su questo tema: ''Se i nostri partner non lo faranno, noi usciremo dal trattato'', ha detto.
Per la Russia l'installazione di un sistema di difesa antimissile americano nell'Europa orientale, in particolare in Polonia e Repubblica Ceca, rimane "ingiustificabile" e non esiste nessuna minaccia credibile per spiegare una simile iniziativa. "La minaccia iraniana non esiste e non esisterà in futuro - ha detto il ministro degli Esteri russo - almeno in base a quello che l'Iran possiede oggi. Lo scopo della moratoria è sbloccare la situazione e tornare alla situazione in cui le armi possano essere controllate in modo non discriminatorio".
"Come punto di partenza - ha proseguito - noi chiediamo un'analisi congiunta della minaccia, vogliamo sapere da chi dovremmo proteggerci, chi sono i nostri nemici. Se cominciamo da questo, possiamo confrontare le idee della Russia, degli Usa e di altri Paesi e arrivare a una conclusione su quali sono le vere minacce. Poi - ha concluso - si potrà affrontare il problema".