Non sarà licenziata la biologa che nel febbraio scorso, per un banale errore di trascrizione, acconsentì all'espianto di reni e fegato da una paziente sieropositiva. Lo ha deciso il direttore generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria Careggi dopo aver esaminato i risultati dell'inchiesta. In una nota il nosocomio ha precisato che all'interessata sarà affidata una diversa mansione.
L'azienda è giunta a questa decisione - continua il comunicato - "sulla scorta della storia professionale della biologa, del suo comportamento assunto nella vicenda e delle sue accertate capacità di continuare ad esercitare con competenza e professionalità le mansioni cui è contrattualmente adibita''.
''In questo contesto - conclude la direzione dell'ospedale - in considerazione dell'esigenza di garantire la tutela degli utenti del servizio, di rispettare le diverse sensibilità e di non pregiudicare le condizioni psicologiche della dipendente in questione, sarà nostra cura riallocare la medesima in altro ambito lavorativo''.
I trapianti dei tre organi vennero effettuati uno nella notte tra il 13 e il 14 febbraio, gli altri due il giorno dopo. Dopo la scoperta dell'errore, la biologa venne immediatamente sospesa dal lavoro.