Attenti alla vaselina! È a base di combustibili fossili. Amate i giocattoli erotici? Scegliete quelli in cuoio e caucciù e boicottate pvc e vinile. Sesso sì, ma ecologically correct. Perchè se i ghiacciai si sciolgono, il buco nell'ozono non accenna a richiudersi, molte specie animali sono a rischio estinzione e persino i nostri spermatozoi sono malconci e hanno una ridotta capacità riproduttiva (come mostra il video), è anche colpa dei nostri divertimenti erotici "inquinanti". Per sensibilizzare anche gli amanti al rispetto dell'ambiente, Greenpeace ha pubblicato alcuni anni fa persino una "Guide to Environment-Friendly sex". Perchè far sesso è anche una questione di testa.
Tra i consigli alla portata di tutti di questa "Guida al sesso ecologico" prevedva di fare l'amore a luci spente, perché tenerle accese risulta già essere un inutile spreco d'energia elettrica. E se proprio si vuole vedere in faccia il partner, Greenpeace consiglia le candele, di moda, romantiche e certamente meno gravose sull'economia mondiale.
Ma non ci si ferma qui. Se si ama il sesso all'aperto, magari nel giardino di casa, è bene che prima di cominciare a rotolarsi sul nostro prato si effettui qualche controllo. L'erba deve essere libera da pesticidi e sostanze chimiche; è bene salvaguardare il prato e la propria pelle magari sostituendo quegli elementi con fertilizzanti biologici. Anche le cenette stile "9 settimane e 1/2" sono ad alto rischio.
Se si vuole mangiare frutta, essa non deve essere geneticamente modificata. Le ostriche hanno potere afrodisiaco, ma Greenpeace informa che la fauna degli oceani viene distrutta dalla pesca a ritmi mai registrati prima. La soluzione? Bevande al guaranà e al caju, che pare abbiano poteri rinvigorenti.
Per non parlare della risorsa acqua, ormai divenuto un bene scarso in molte parti del mondo, ma a rischio anche da noi. È bene non sprecarla e quale miglior modo di condividere una doccia col partner per scambiarsi effusioni contribuendo così al risparmio della risorsa?
In quanto ai sex toys, un tempo considerati tabù e oggi sempre più diffusi e apprezzati, Greenpeace Olanda non ha dubbi: dopo aver fatto monitorare i livelli di ftalato contenuti in alcuni tipi di questi, ha concluso che nella maggior parte dei casi si tratta di oggetti pericolosi.
Sul banco degli imputati soprattutto il famoso Jack rabbit vibrator utilizzato da Carrie & co. che stimola le zone erogene femminili provocando piacere e che è diventato uno degli oggetti di culto delle nuove donne. Secondo Greenpeace Olanda, Rabbit contiene la più alta quantità di ftalati e dopo aver esposto alcuni animali a questi flatati si sono notati danni a fegato, polmoni, reni e disfunzioni ormonali. Inoltre secondo l'associazione ambientalista olandese, sette sex toys su otto contengono ftalati in percentuale variabile tra il 24 e il 51%. e dunque sono pericolosi per la salute femminile; gli ftalati sono composti chimici usati nell'industria delle materie plastiche come sostanze aggiunte per migliorare la flessibilità e la modellabilità della plastica. Nel 2005 lUnione europea ha vietato luso degli ftalati DEHP nei giocattoli per bambini e dunque ora ci si chiede: visto che non è più possibile, culturalmente, tornare a considerare i sex toys come oggetti scomodi, le aziende si attiveranno, e quanto, per trovare soluzioni alternative?
La risposta, scontata, è che non solo si attiveranno ma troveranno altri modi per cavalcare un trend in costante crescita nonostante in alcuni Paesi, Italia in primis, i tabù siano ancora duri a morire e la percentuale di donne che ammette di far uso di giocattolini erotici è ancora bassa.
A fare da apripista ci ha pensato Londra dove è sempre più diffuso è il cosiddetto "porno etico". Qui è sempre più fiorente il commercio dell'eros fatto di gadgets artigianali che sfruttano materiali ecologici e pongono particolare attenzione alla provenienza dei prodotti. Il sesso ecologico sta diventando di moda e anche il mercato si adegua. "Pensiamo che tutti siano preoccupati per la salute del pianeta", ha spiegato Rebecca Denk, che dirige il sex shop on line Babeland, "per questo abbiamo messo in vendita un kit 'eco-sexy' che contiene un vibratore senza ftalati, sostanze chimiche da molti considerate tossiche per l'uomo e dannose per l'ambiente, una candela per massaggi alla soia, e un lubrificante naturale non testato su animali".
In Italia si procede molto più lentamente ma c'è un sexy shop a Bologna, il primo autogestito solo da donne, ideato dall'associazione "Sexyshock", che ordina la merce proprio da un negozio londinese, "Sch!", che ha molta cura nel non acquistare vibratori o altri oggetti fabbricati con lo sfruttamento di manodopera infantile. Anche se il sogno nel cassetto delle audaci gestrici è quello dell'autoproduzione. La boutique romana ZouZou, invece, in vicolo della Cancelleria, specializzato nella vendita di lingerie e accessori sessualmente accattivanti, si sta attrezzando per promuovere eros il più etico possibile.
A Berlino, ritrovata capitale della Germania unita e del sesso in tutte le salse il sesso ecologico è molto di moda. La formula però è un po' differente. In pratica si tratta di usare la scusa delle solidarietà naturalista per fare affari col mestiere più vecchio del mondo. E così ora ci sono club e case d'appuntamenti che devolvono una parte degli incassi a Grenpeace o al Wwf.