Allarme a Borgomanero (Novara) per la scomparsa di una ragazza, Barbara Vergani, 20 anni. Si tratta della figlia di un imprenditore edile e si teme sia stata rapita. Alla locale stazione dei carabinieri è giunta segnalazione dell'aggressione di una automobilista. Sul luogo indicato è stata trovata una Peugeot abbandonata ed aperta. I rapitori hanno già avanzato la richiesta di riscatto: quattro milioni di euro.
La richiesta di riscatto è stata trovata dal padre di Barbara dopo aver ricevuto, nella notte, una telefonata che lo invitava ad andare a leggere un foglio lasciato davanti al cancello della sua azienda, la Cusiana Costruzioni.
L'agguato è avvenuto a Borgomanero tra le 22 e le 23 di sabato. La giovane era a bordo della sua Peugeot e viaggiava in direzione di Novara. Era attesa da amici per trascorrere insieme il sabato notte. Alcuni testimoni avrebbero detto ai carabinieri di avere notato una Golf bianca che ha costretto la Peugeot a fermarsi. Barbara è scesa ed è stata aggredita da tre persone (una quarta è rimasta al volante). La Golf è poi fuggita velocemente in direzione del casello dell' autostrada Genova Voltri-Sempione
Quando i carabinieri arrivano sul luogo dell'agguato trovano solo l'auto della ragazza con le portiere aperte. Avvertono i familiari che si recano nella caserma di Borgomanero. Poi convocano anche molte altre persone, amici, conoscenti, dipendenti dell'azienda paterna, la Nuova Cusiana Costruzioni, specializzata in scavi, opere strutturali, lavori stradali, costruzioni e ristrutturazioni di immobili. Gli interrogatori proseguono per tutta la notte e nel frattempo si diffonde una voce: i rapitori si sarebbero gia' fatti vivi. Sono comunque riusciti a dileguarsi evitando di incappare nei numerosi posti di blocco organizzati dalle forze dell' ordine su tutte le strade del Novarese.
I Vergani sono molto noti in zona. Il padre Carlo, geometra, è titolare di un'azienda edile, la Cusiano costruzioni, che dà lavoro a una quindicina di persone. Ha anche proprietà immobiliari ed è socio di un albergo a Oleggio. "Mio figlio era amico Barbara - spiega la titolare dell'unico bar del paese - Sono persone per bene, religiose, originarie di questo paese e la signora della Svizzera".
Si indaga in ambienti vicini all'attività del padre
Sono orientate all'ambiente lavorativo del padre, le indagini sul sequestro di Barbara Vergani, rapita la scorsa notte a Borgomanero (Novara). Carlo Vergani, oltre ad avere una quindicina di dipendenti, alcuni dei quali già sentiti dagli investigatori, utilizza numerose aziende subappaltatrici, anche piccole, ed ha interessi nel settore alberghiero. Proprio per avere ragguagli su quest'ultima sua attività la polizia ha ascoltato stamani un imprenditore alberghiero, con cui Carlo Vergani aveva costruito un hotel ad Oleggio. Per quanto riguarda l' attività edile, Vergani si era poco tempo fa separato dal suo socio.
Disposto il blocco dei beni
La Direzione distrettuale antimafia di Torino ha emesso il decreto per il blocco dei beni della famiglia Vergani, secondo quanto prevede la legge antisequestri. Il padre di Barbara Vergani, Carlo, si trova ancora nella caserma di Borgomanero a colloquio con magistrati e forze dell' ordine, insieme al figlio Marco.
Sequestratori italiani
I rapitori di Barbara Vergani, la figlia dell'imprenditore edile di Miasino sequestrata sabato sera nel Novarese, sarebbero italiani. Il foglio ritrovato sul cancello dell'azienda di famiglia, in cui era contenuta la richiesta di riscatto, è stato scritto in un linguaggio definito "comprensibile" dagli inquirenti. Le indagini intanto si stanno concentrando sull'attività del padre della ragazza.