Il grande processo per gli attentati di Madrid dell'11 marzo 2004 si è aperto con il rifiuto di Rabei Osman, detto "Mohammed l'Egiziano" di rispondere alle domande dell'accusa. Rabei, considerato uno degli ideatori dell'attacco e già condannato in Italia a 10 anni per appartenenza a banda terroristica, ha detto di "non riconoscere" nessuna delle accuse mossegli aggiungendo che "non risponderà ad alcuna domanda".
Rabei ha annunciato non risponderà nemmeno alle domande del suo avvocato. Ha poi cercato di fare una dichiarazione, ma è stato interrotto dal giudice. La procuratrice Olga Sanchez ha iniziato a rivolgere comunque le previste domande all'imputato, che Rabei ha accolto con il silenzio.
Quella dell'"Egiziano" era una testimonianza ritenuta importante dal momento che in una telefonata intercettata dai servizi segreti italiani, e pubblicata giovedì dai media spagnoli, egli aveva affermato: "l'intera operazione di Madrid è stata mia, idea mia'' e "i treni...tutti sono stati il mio gruppo".
Per Rabei ed altri sei imputati, considerati gli ideatori del massacro, l'accusa ha chiesto oltre 270.000 anni di carcere, ma il presidente del tribunale Javier Gomez Bermudez ha ricordato che il codice penale spagnolo non prevede una condanna superiore ai 40 anni. Per chiarire chi progettò e realizzò gli attentati ai treni spagnoli che l'11 marzo 2004 provocarono 191 morti e 1.824 feriti sono stati chiamati a testimoniare 620 testimoni.
Per lo svolgimento del processo è stata allestita un'aula speciale in un periferico parco della capitale, la Casa de Campo, che garantirà eccezionali misure di sicurezza. Il processo sarà trasmesso anche online e sarà quindi visibile da ogni parte del mondo. E tutta la Spagna sarà in allerta: il livello di sicurezza è salito dal livello 1 (basso) al 2 (alto), come precauzione in occasione del processo agli integralisti islamici, principali accusati delle azioni terroristiche, ma anche per l'approssimarsi del terzo anniversario degli attentati che sconvolsero la Spagna.
Gli imputati
La procura spagnola accusa di aver ideato gli attentati: Osman Rabei, già condannato lo scorso 6 novembre a 10 anni dalla corte d'assise di Milano per associazione a delinquere a scopo di terrorismo internazionale, Serhane Ben Abdelmajid Fakhet 'il tunisino', Youssef Beldhaj e Hassan el Haski. Tra i 29 imputati, 11 islamici saranno accusati di appartenere alla rete terroristica internazionale Al Qaeda, mentre tre sarebbero, sempre secondo l'accusa, gli esecutori materiali delle stragi: Jamal Zougam, Basel Ghalyoun e Abdelmajid Bouchar. Inoltre verrà considerato alla stregua di un autore materiale anche l'ex minatore spagnolo Jose Emilio Suarez Trashorras, principale implicato nella cosiddetta 'trama asturiana' che avrebbe fornito l'esplosivo ai terroristi, per essere stato considerato al corrente dell'uso che intendevano farne i terroristi islamici.
Alla lista dei realizzatori le indagini della procura aggiungono i cosiddetti sette "Martiri di Leganes", ovvero i terroristi che, accerchiati dalla polizia, si fecero saltare in aria nell'appartamento della periferia di Madrid dove si nascondevano pochi giorni dopo gli attentati ai treni. Oltre ai sette terroristi suicidi, all'appello mancheranno altri due autori materiali: Mohamed Afalah, morto in Iraq, e Daoud Ouhnane, latitante.