Il caviale, l'icona del consumo più ostentato, è ormai a rischio estinzione. Gli ambientalisti hanno lanciato l'allarme già da tempo: il numero degli storioni si sta decimando a ritmi spaventosi. Un esempio per tutti: la popolazione dello storione Beluga del Mar Caspio negli ultimi 20 anni si è ridotta addirittura del 90%. E anche le lussuose e deliziose uova potrebbero diventare a breve solo un lontano ricordo.
La Russia, per proteggere la sua ricchezza gastronomica più preziosa, sta già ricorrendo ai ripari imponendo lo stop delle vendite interne (e quindi anche esterne) delle tre varietà di caviale di storione più famose: il Beluga, l'Asetra e il Sevruga.
Il risultato? Se dal punto di vista ambientalistico ancora è tutto da vedere, dal punto di vista economico, invece, i prezzi sono schizzati alle stelle. I grandi ristoranti hanno aperto una vera e propria caccia al caviale, stanno facendo incetta e arricchendo le riserve. Di conseguenza, se già prima le quotazioni di questa pregiata leccornia erano esorbitanti, ora sono praticamente intoccabili. In Italia si parla di 4.500 euro al chilo. In Russia invece il costo si aggira ancora tra i 400 e i 450 euro al chilo.
E pensare che i re di Francia lo sputarono! Proprio così. Si narra infatti che il giovane Luigi XV abbia sputato letteralmente il primo caviale assaggiato, ricevuto in dono da Pietro il Grande.
Ora invece è un simbolo del lusso, un business riservato ai soli veri ricchi e fra qualche anno, forse, neanche più a loro.