La tredicesima non basta per superare il salasso dei regali di Natale. Se poi ci metti l'abito nuovo, il ristorante e un viaggetto fuori programma è finita. Nel senso che sono terminati i soldi. Gli italiani non più formiche, ma cicale acquistano a rate ogni cosa.
Per mantenere alto il tenore di vita (anche sopra le proprie possibilità) e per superare il panico della quarta settimana del mese (spesso con il conto corrente in rosso) è tornato in voga un antico rituale: il prestito a pegno. Soltanto a Milano lo sportello della Banca Regionale Europea, in viale Certosa 94 (che ha incorporato lo storico Monte di Pietà) ha registrato nel 2005 circa 29mila operazioni per un valore di 18 milioni di euro. Un milione in più rispetto al 2004 e i dati di chiusura del 2006 sembrano confermare la tendenza.
E così casalinghe di mezza età, ragazzi disoccupati, professionisti, piccoli imprenditori e la signora impellicciata varcano la porta del banco dei pegni. Non prima di essersi accertati che non sono stati visti da occhi indiscreti, perché il pettegolezzo è più rapido del credito.
TROVATA FRANCESCANA
Nulla di peccaminoso si intende, in fondo si tratta di una forma di finanziamento istituita nel XV secolo dai francescani per combattere l'usura.
Eppure spogliarsi dei propri averi -gioielli, preziosi di famiglia, oggetti d'arte, mobili di pregio - in cambio di una somma di denaro, oggi fa un certo effetto. Se poi si pensa che il salotto dello shopping di lusso milanese, via Montenapleone prende il nome dal Monte di pietà, un tempo situato al numero civico 12, la cosa è alquanto curiosa. Fu durante la Repubblica Cisalpina che questa istituzione mutò denominazione nell'attuale, in onore di Napoleone e successivamente il banco dei pegni si trasferì. Peccato, sarebbe stato divertente osservare i giapponesi in coda davanti alle boutique e i signoroni di casa in pellegrinaggio al banco dei pegni, magari con l'acquisto griffato in mano e il portafogli vuoto.
Negli ultimi tempi il viavai negli istituti di credito a pegno è di una ventina di persone al giorno. I picchi in queste settimane in cui il flusso di gente è più che raddoppiato.
La procedura è rapida, ma non indolore. È sufficiente presentarsi dal lunedì al venerdì con un documento d'identità. Garantiti privacy e cash a vista. II minimo del prestito è di 250 euro, il massimo anche qualche decina di milioni, per un grammo d'oro vengono dati dai 3 ai 3,50 euro. II tasso di interessi va dal ó all'8 per cento a semestre e in caso di mancata restituzione dei soldi, addio monili. Orologi, bracciali, anelli, orecchini vengono messi all'asta. Va detto però che ciò succede nel 5% dei casi, la maggior parte dei clienti riesce infatti a ritomare in possesso dei preziosi. Un business coi fiocchi.
UN BUSINESS COI FIOCCHI
Oltre alla Banca Regionale Europea (con nove filiali) praticano il prestito con pegno anche il Banco di Sicilia, il Monte dei Paschi di Siena, la San Paolo Imi e Capitalia di Roma che tiene aste settimanali con un giro d'affari in aumento del 10% annuo. E così ci si paga il lifting, la vacanza esclusiva, ma anche la rata del mutuo della casa e il dentista. Il filo di perle sfilato dal collo, il quadro d'autore staccato dalla parete, il vaso di fine ceramica tolto dalla credenza; oggetti per lo più ereditati, di valore affettivo, se i ricordi non svaniscono i prestiti da onorare non te li scrolli di dosso. Meglio dunque una temporanea amnesia, il povero nonno, pace all'anima sua, capirà.