Il Mend, principale gruppo di militanti nigeriani della regione petrolifera che ha rivendicato la responsabilità del sequestro di quattro stranieri, di cui tre italiani, assicura che gli ostaggi "stanno bene". Il Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger, ha detto che i sequestrati saranno liberati soltanto in cambio di alcune delle richieste formulate. Altrimenti potrebbero rimanere prigionieri "per anni".
Nella rivendicazione, il Mend ha ricordato l'identità dei rapiti: gli italiani Francesco Arena, Cosma Russo e Roberto Dieghi, e il libanese Imad Saliba. Nel corso dell'attacco a una stazione di pompaggio gestita dall'Agip in Nigeria, che ha preceduto giovedì il rapimento dei quattro, è stato ucciso un bambino di otto anni, colpito a quanto sembra da un proiettile vagante.
Molti dei sequestri di persona in Nigeria sono rivendicati dal Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger, che si batte per una più equa distribuzione dei proventi dell'industria petrolifera a vantaggio delle comunità locale, in particolare a qualle poverissima degli Ijaw. Lo stesso movimento ha intimato nei mesi scorsi a tutti gli stranieri di lasciare la zona del Delta del Niger, minacciando nuovi attacchi contro oleodotti e piattaforme petrolifere. I rapimenti si concludono generalmente con la liberazione degli ostaggi in seguito al pagamento di un riscatto.
Le condizioni del rilascio
Per rilasciare i quattro ostaggi il Mend chiede la liberazione di diverse persone, tra cui l'ex governatore dello Stato nigeriano di Bayelsa (sud) Diepreye Alamieyeseigha, perseguito per corruzione, e del dirigente separatista Alhaji Dokubo Asari. Il Movimento chiede inoltre "il pagamento di risarcimenti da parte della Shell e di altre compagnie a tutte le comunità interessate" dallo sfruttamento petrolifero, la "rinuncia completa del governo nigeriano ai suoi interessi petroliferi a beneficio delle comunità del Delta, e il pagamento di riparazioni a tutto il Delta del Niger per 50 anni di saccheggio e di asservimento da parte del governo nigeriano e delle compagnie petrolifere".