cronaca

"No a Finanziaria ammazza-precari"

I Cobas scuola manifestano a Roma

"No alla Finanziaria ammazza-precari". E' lo slogan con il quale i militanti dei Cobas scuola manifestano a Roma contro i tagli previsti dalla manovra. Circa un centinaio, fra docenti, precari e un nutrito gruppo di studenti, protestano davanti a Palazzo Madama, con numerose bandiere rosse dei Cobas e cappelli come "precario vittima sacrificale". "Questa finanziaria scontenta tutti", dicono.

A scioperare la Gilda degli insegnanti, lo Snals-Consfal e i Cobas. I sindacati confederali - Flc-Cgil, Cisl e Uil scuola - si asterranno invece dal lavoro la prima ora di servizio del 14 dicembre per poi scendere in piazza domenica 17 dicembre.

Nonostante i temi della protesta siano comuni, dunque, il mondo della scuola scende in piazza diviso. Tutti i tentativi di unificare la mobilitazione sono falliti e la manifestazione contro la Manovra non si raccoglierà in un unico corteo. Da una parte Snals-Consfal, Gilda e Cobas scendono in piazza il 7 dicembre, dall'altra i sindacati confederali, Flc-Cgil, Cisl e Uil scuola, annunciano l'astensione dalla prima ora di lavoro per il 14 dicembre e una manifestazione per il 17.

"Non ha senso dividersi quando i motivi della protesta sono comuni - ha detto Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda - sarebbe stato meglio tovare anche la convergenza su un'unica data, comunque precedente il voto della legge finanziaria". Forti critiche alla strategia dei confederali arrivano anche da Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas, comitati di base della scuola. "Siete fuori tempo massimo - dice il leader dei Cobas rivolgendosi a Flc-Cgil, Cisl e Uil - quando darete vita alle vostre iniziative, e in particolare quando Cgil-Cisl-Uil svolgeranno la manifestazione nazionale il 17 dicembre, la finanziaria sarà stata approvata da un pezzo e voi sfilerete a babbo morto".

Oltre ad opporsi ai tagli di organico previsti dalla legge finanziaria, ora all'esame del Senato, i sindacati chiedono con forza che si riveda l'articolo della Finanziaria che prevede la cancellazione delle graduatorie utilizzate per l'impiego dei supplenti e delle immissioni in ruolo a partire dal 2010. Tra le rivendicazioni anche la mancata ripresa delle trattative per il rinnovo del Contratto Scuola, scaduto lo scorso gennaio. Uno dei punti più criticati della manovra è inoltre quello del taglio di oltre 26 mila posti (tra docenti e non) che deriverebbe dell'aumento (pari a 0,4) del rapporto alunni-classi.

"Il rinvio di un anno dei rinnovi contrattuali, la previsione di risorse esigue e di fatto indisponibili, i tagli insostenibili agli organici e il debole e incerto piano di stabilizzazione dei precari costituiscono - ha spiegato Marco Paolo Nigi, segretario generale vicario dello Snals - le motivazioni profonde del disagio dei lavoratori della conoscenza e della conseguente azione di sciopero".