L'Inter va a caccia del quarto successo consecutivo in Champions. Ma a Monaco di Baviera sarà tutt'altro che semplice: "Il Bayern è una squadra straordinaria - spiega Roberto Mancini - ma noi vogliamo vincere per arrivare primi nel girone. Anche se poi tutte le squadre rimaste saranno forti". C'è da riscattare l'andata: "Fu determinante l'espulsione di Ibrahimovic - ammette il tecnico - ma ora siamo cresciuti".
Obiettivo primo posto. Nell'ultima gara del gruppo B, i nerazzurri si giocheranno il primato del girone contro l'avversario più ostico, quel Bayern Monaco che a S.Siro battè la squadra di Mancini con un micidiale uno-due. Era un'altra Inter: ora il record di vittorie, il primato in classifica e il tris di successi in Champions hanno tranquillizzato i giocatori e l'ambiente, senza spegnere la voglia di vincere. Così, secondo il tecnico, la partita in terra tedesca serve a voltare pagina rispetto all'andata: "Siamo molto felici di aver raggiunto la qualificazione con un turno di anticipo, soprattutto per come si era messo il girone dopo le prime due gare. Ora - aggiunge Mancini - ci teniamo molto a vincere domani, perchè affrontiamo una grande squadra in un grande stadio. Per noi conta solo fare bene".
Il tecnico giudica così i prossimi avversari: "Il Bayern sta facendo davvero bene sia in campionato che in Europa, sarà una bella gara. È un grande gruppo, in attacco dispone di tre giocatori straordinari. Sono molto migliorati in difesa e hanno saputo sopperire a centrocampo all'assenza di Ballack, sono sicuramente una buona squadra". Mancini si augura di non vedere la stessa gara dell'andata a San Siro. "Concedere un uomo al Bayern per tutto il secondo tempo è un lusso che non ci si può permettere. Comunque - sottolinea Mancini - già allora eravamo sulla buona strada e vogliamo confermarlo". Sul fronte formazione Adriano è rimasto a casa per i problemi alla schiena, out anche Cordoba e Cruz.
Poi un commento sulla vicenda contratto che ultimamente sta diventando il tormentone in casa nerazzurra, almeno a quanto riporta la stampa: "Mi dà fastidio che se ne parli con parole inesatte e anche stupide e, per esempio, non ho mai fatto richieste allucinanti come ha detto qualcuno. Il contratto, poi, non è mai stato un problema anche quando ero un giocatore, un posto dove lavorare l'ho sempre trovato".