I cretinismi di talento di Fazio e Celentano "Posso dire una cosa, non toffendi? Non si capisce niente di quello che dici";"La gente deve capire, ma non subito, se invece cè qualcosa che non si capisce la gente ci guarda fino alla fine. Hai capito?"; "No"; "Bè, è un buon segno ". Perché è buon segno, non labbiamo capito, ma è in linea con la serata. Il dialogo, dadaista, tra Fabio Fazio e Adriano Celentano a Che tempo che fa, preannunciato come levento tv messianico in funzione anti- manifestazione berlusconiana di mistico, in realtà, ha solo il sapore della cannabis che probabilmente si sono fumati gli autori, per certi versi assai simile allodore acre dellincenso.
Perchè Celentano, come ogni centro secolare di potere, campa di promesse non mantenute. Nessuno scazzo sul governo ("Non sapevo della manifestazione, ma l avessi saputo sarei venuto qui lo stesso per andare contro la manifestazione "), ma nessuno scazzo neppure con lopposizione ("Manifestano per la Finanziaria? Ma allora fanno bene"). I soliti predicozzi ecologici inestricabili perfino per Pecoraro Scanio ("Il potere spinge a far la guerra e costringe a costruire gli inceneritori, la colpa è dei comuni di tutto il mondo", e, qui, sia il sindaco di New York Bloomberg sia Letizia Moratti hanno avuto un sussulto). I soliti nonsense che servono a riempire le pause, messe lì vivaddio lha confessato- "perché sono intelligente ma mi ci vuole un po per afferrare il concetto".
Ecco, Celentano è tutto qui: la catarsi del nulla. E come parlare con Forrest Gump; laddove al posto dei cioccolatini di Tom Hanks vi sono le risposte del Molleggiato: non sai mai quella che ti capita. La differenza tra i due è che Celentano sa cantare. Ma tutti e due- è questo è il mistero- sono in grado di deviare i destini dellaudience. Da anni,di primacchito, osservando i movimenti circolari della sintassi di Celentano ci affiora il famoso detto "non parlare mai con un cretino, la gente potrebbe non accorgersi della differenza". Lebbe anche, la sensazione di una cretineria aleggiante, David Bowie e lo disse- in unintervista col Molleggiato in cui le interiezioni erano superiori ai pensieri, i quali spesso erano fuori a prendere un caffè. Certo, c'è chi dice che il cretino è di talento (lo disse una volta esagerando non si sa ancora se sul cretino sul talento, Giorgio Bocca).
Certo, qui è lo stesso Celentano che dice: "Credo di essere di talento ma ho il dubbio di esser un cretino" . E le cretinate sono talmente surreali, assertive, fascinose che per osmosi- chi osserva il cretino, o i cretini e pensa: "Però, chissà questo dove vuole arrivare..." ; e aspetta, segue, lo distilla, lo rincorre ansiosamente fino alla fine per poi accorgersi che in verità il discorso non finisce, ma tanto lo seguirà inevitabilmente la prossima volta. Morale: lo spettatore si sente beatamente cretino egli stesso. Non è bello, però con Celentano funziona da 40 anni. PS Splendide carogne quelli di Blob, nel mostrare Celentano che a Rockpolitk dà dellipocrita e dello smidollato a Fazio, prima dell intervista. E, durante lintervist,a ecco Fabietto, fermo, immobile, zitto come Prodi nellimitazione di Guzzanti. Ascolto alto, daccordo, caro Fabio. Ma lo rifaresti?