Mario Scaramella, l'ex-consulente della commissione Mitrokhin, sostiene di "avere in corpo una quantità di polonio cinque volte superiore alla dose considerata mortale". Ma per l'ospedale londinese dove è ricoverato "I risultati dei test patologici finora compiuti rimangono normali". Lui, che fu l'ultimo ad incontrare l'ex spia sovietica Litvinenko al sushi bar di Londra il giorno in cui fu avvelenato, tuttavia sta bene.
E' giallo sulle condizioni di salute dell'informatore. "Nel mio corpo ho una quantità di polonio cinque volte superiore alla dose considerata mortale" ha dichiarato Scaramella in una breve intervista telefonica mandata in onda dal Tg1. "L'umore non è dei migliori", ha aggiunto l'ex-consulente della commissione Mitrokhin, che da venerdì pomeriggio è ricoverato all'University College Hospital di Londra dopo la scoperta di una "quantità sostanziale" di polonio 210 nelle sue urine.
Missione russa per Scotland Yard
Intanto, Scotland Yard si prepara ad inviare a Mosca un pool di investigatori del reparto antiterrorismo per indagare sulla vicenda. I detective pensano di ottenere preziose informazioni dall'interrogatorio di Andrei Lugovoi, uno dei tre enigmatici "uomini d'affari" russi che Litvinenko vide al lussuoso albergo Millennium di Londra il 1° novembre, lo stesso giorno in cui si incontrò con Scaramella al sushi bar di Piccadilly e incominciò poi a star male.
Lugovoi, ex collega di Litvinenko nell'Fsb (la nuova Kgb), respinge ogni accusa, ma sembra sempre più il personaggio chiave della vicenda. E' lui che ha lasciato impronte radioattive di polonio in vari posti: dall'aereo della British Airways con cui il 25 ottobre è volato da Mosca a Londra e dall'albergo Sheraton Park Lane dove è sceso una volta sbarcato nella capitale britannica. "Mi hanno incastrato. Sono stato anch'io contaminato dal polonio", si difende il businessman russo. Al momento la sua posizione è di prezioso testimone e niente più.
Blair non cede a pressioni di Putin
L'indagine sulla pista russa ha avuto il via libera del premier Tony Blair nonostante le rimostranze e le pressioni espresse per via diplomatica dal presidente Vladimir Putin, che Litvinenko ha chiamato pesantemente in causa come mandante in una lettera postuma. Secondo indiscrezioni del "Sunday Times" il Cremlino ha rimproverato al governo di Londra tramite la responsabile del Foreign Office Margaret Beckett di non aver "tappato la bocca"a Litvinenko e di aver aperto così una crisi tra i due Paesi.
Scotland Yard per ora tuttavia brancola nel buio totale sulle ragioni dell'uccisione di Litvinenko e sul perché siano stati contaminati, oltre a lui, solo Scaramella in modo massiccio, e la vedova dell'ex agente del Fsb in modo più superficiale. "Ho motivo di ritenere che l'avvelenamento mio e di Litvinenko possa essere collegato alle informazioni che lo stesso Litvinenko per mesi mi ha trasmesso", sostiene Scaramella. Ma per Londra questa è soltanto una tra le numerose ipotesi.
L'ex 007 socio d'affari di Al Qaeda?
Litvinenko, poi, potrebbe essere anche rimasto vittima dei suoi traffici. Secondo le dichiarazioni della stessa insegnante, avrebbe cercato di coinvolgere una giovane docente russa politologa all'università di Westminster, per ricattare con lei personaggi dell'establishment (e ottenere 15mila euro da ciascuno) grazie a documenti top secret in suo possesso. L'ex 007 avrebbe anche dichiarato di avere rivelazioni "devastanti" per Putin sull'operazione che ha permesso al Cremlino di smembrare e in parte incamerare il gruppo petrolifero Yukos. Ma, addirittura, secondo rivelazioni esclusive del tabloid "Sunday Express" Scotland Yard starebbe indagando sulla possibilità che Litvinenko cercasse di vendere materiale radioattivo di provenienza russa ai terroristi islamici di Al Qaeda per fabbricarsi una bomba atomica sporca.