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"Pinochet,cruciali prossime 48 ore"

Cile,lo dice primario ospedale militare

"E' sempre grave, e noi seguiremo la sua evoluzione nelle prossime 24-48 ore, che saranno critiche''. Lo ha dichiarato in nottata il primario del reparto di cardiologia dell'ospedale militare di Santiagio del Cile, Juan Ignacio Vergara, a proposito delle condizioni di Augusto Pinochet. L'ex dittatore cileno è ricoverato nel nosocomio dopo essere stato colpito da infarto del miocardio e edema polmonare acuto.

"Tutti i malati con un problema di coronarie e infarto acuto del miocardio hanno un rischio di mortalità che va dal 15 al 20%", ha precisato il cardiologo. "Tenuto conto dello stato di salute del generale, che ha 91 anni, una chirurgia coronarica (un bypass, nel caso di Pinochet) rappresenta un grandissimo rischio e bisogna fare di tutto per evitare quest'eventualita"', ha aggiunto.

"C'è una tendenza al miglioramento", aggiunge poi il medico più ottimista: "E' cosciente, comunica con noi e con i familiari. Le prossime 24-48 ore saranno decisive per vedere se compariranno altre complicazioni". Domenica l'ex dittatore era stato sottoposto ad angioplastica, per disostruire il tratto di coronarie occluso. Dopo l'attacco cardiaco, aveva ricevuto l'estrema unzione.

C'è grande attesa per il prossimo bollettino medico sulle condizioni di salute, mentre non si placano le polemiche sui possibili prossimi funerali dell'ex dittatore. Mentre la schiera dei suoi nostalgici sostenitori chiede esequie di Stato, il presidente Bachelet ha già dato parere negativo

Il portavoce del governo, Ricardo Lagos Weber, che è anche viceministro della Difesa, afferma che l'esecutivo segue l'evolversi dello stato di salute dell'ex dittatore, senza però pronunciarsi sulla questione dei funerali di Stato, che sarebbero l'ultima volontà comunicata da Pinochet. ''E' di pessimo gusto parlare di funerali quando una persona è ancora viva'', dichiara. Ma voci ufficiose fanno capire che la presidente Michelle Bachelet è chiaramente contraria ad un'ipotesi del genere.

Pinochet, 17 anni di duro potere
Augusto Pinochet Ugarte è nato a Valparaiso nel 1915; entrato nel 1933 alla scuola militare ne uscì con il grado di sottotenente; nel 1948 iniziò il corso all'Accademia militare, finito il quale venne inviato in Ecuador per organizzarvi un'analoga istituzione accademica; al suo ritorno, nel 1959, iniziò una rapida ascesa che lo portò al grado di generale di brigata nel 1969, a Capo di stato maggiore dell'esercito nel 1972 e a comandante in capo l'anno successivo: a deciderne la nomina, il 23 agosto, fu il presidente Salvador Allende, il giorno dopo l'approvazione di una mozione parlamentare che ne chiedeva la rimozione dall'incarico, se necessario con la forza.

La prova di forza arrivò puntuale pochi giorni dopo, l'11 settembre: Allende morì in circostanze mai chiarite all'interno del palazzo presidenziale e il potere venne assunto da una giunta militare di cui Pinochet - anche nelle sue memorie - si dichiarò guida e ispiratore; secondo alcuni storici tuttavia il suo coinvolgimento sarebbe stato assai meno entusiasta e all'inizio avrebbe seguito la strada aperta da altri ufficiali, specie della Marina, più direttamente implicati nell'organizzazione del golpe. Quel che è certo è che Pinochet assunse effettivamente la guida della giunta e nel 1974 si fece eleggere Capo dello Stato e Capitano generale delle Forze Armate. Seguirono 16 anni di terrore e repressione, con il sequestro e l'omicidio di migliaia di oppositori, anche in cooperazione con i governi di altri Paesi del "Cono Sur": Brasile, Uruguay, Paraguay e Argentina, tutti retti da regimi militari e impegnati nella cosiddetta "Operazione Condor" contro militanti della sinistra.

In Cile, stando alle cifre di una Commissione di inchiesta indipendente, il numero di morti accertati e di "desaparecidos" supera i 3mila, le persone torturate sono almeno 28mila. Nel 1980 venne approvata con un plebiscito la nuova Costituzione, che prevedeva una nuova consultazione nel 1988 per un'estensione del mandato presidenziale (formalmente una campagna elettorale che prevedeva un singolo candidato) e un ritorno del potere civile due anni più tardi. Già dal 1983 l'opposizione aveva cominciato a far sentire di nuovo la sua voce, provocando la violenta reazione del governo; nel referendum del 1988 Pinochet venne tuttavia sconfitto con il 55% di "no" e solo il 42% di "sì". Due anni dopo si svolsero le prime elezioni presidenziali libere e Pinochet passò le consegne a Patricio Alwyn, non senza prima farsi nominare comandante in Capo dell'esercito e senatore a vita, carica che gli garantiva l'impunità giuridica. Nel 1998, nel corso di una visita in Gran Bretagna effettuata per motivi di salute, venne arrestato su mandato del giudice spagnolo Baltasar Garzon, accusato di gravi violazioni dei diritti umani e posto agli arresti domiciliari.

Nella sua residenza ricevette la visita dell'ex premier Margaret Thatcher, che suscitò molte polemiche - e molti dubbi sull'effettivo contributo cileno al conflitto delle Falkland, mai del tutto chiarito; successivamente, dopo sedici mesi di battaglie legali, i Lord diedero via libera all'estradizione - alla quale si era dichiarato contrario anche il governo cileno - ma l'allora ministro degli Esteri Jack Straw la bloccò giustificando la decisione con il cattivo stato di salute dell'ex dittatore. Tornato in patria, nel 2002 rassegnò le dimissioni da senatore a vita dopo che la Corte Suprema aveva stabilito che una forma di "demenza senile" gli impediva di affrontare qualsiasi processo; due anni dopo però la sentenza venne revocata e da allora Pinochet è stato al centro di varie inchieste: la "Carovana della Morte", l'"Operazione Colombo", il caso "Villa Grimaldi" - tutte inchieste sulla sparizione, omicidio o tortura di oppositori del regime - e il "Caso Riggs", nel quale è accusato di frode ed evasione fiscale. La magistratura ha deciso di sottoporlo agli arresti domiciliari in attesa di processo per l'Operazione Colombo (nel quale viene accusato di sequetsro e omicidio) e per il caso Villa Grimaldi, uno dei centri di tortura del regime.