Il gol-fantasma tiene banco nella 14.a giornata di serie A: la palla di Marianini calciata in porta e respinta oltre la linea da Barone in Torino-Empoli grida vendetta per la mancata concessione del gol ed ha penalizzato la squadra di Cagni. L'errore dell'assistente Ivaldi è il quarto del genere in carriera. E forse questa volta i sensori per "vedere" i gol fantasma, usati a Udine, sarebbero stati più utili a Torino.
Di episodi del genere se ne sono visti tanti nel corso degli anni, gare decise dalla incapacità umana e comprensibile di non riuscire a vedere tiri scagliati, in maniera potente, verso la porta attraversare la linea, addirittura una Coppa del Mondo, nel 1966, fu assegnata a causa di un errore del genere: il gol fantasma, immortale, ritorna come "poltergeist" dispettoso anche nella 14.a giornata del campionato di serie A. Torino-Empoli la partita incriminata e l'assistente, che fu già di Collina, Ivaldi nell'occhio del ciclone. Questo l'accaduto: colpo di testa di Marianini, palla che sta per entrare in porta quando Barone con uno slancio intercetta la sfera, visibilmente al di là della linea bianca. Gol o non gol? L'arbitro Celi di Campobasso, su cenno dell'assistente, lascia proseguire, ma le immagini, impietose, dicono esattamente il contrario.
La gara termina sul risultato di 1-0 in favore del Toro, l'Empoli è defraudato, da intendersi, non dalla società di Cairo che alla fine vincerà con merito, ma dalla proverbiale inettitudine da parte del calcio di attingere alla tecnologia per eliminare situazioni incresciose. E non vale neanche il capo d'accusa da attribuire ad Ivaldi, sebbene sia al quarto errore del genere in carriera, l'assistente "colpevole" magari avrebbe voluto contare su un aiuto, sui quei sensori testati ad Udine, su un campo rivelatosi sbagliato.