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Gea: sotto accusa il sistema Moggi

Esercitate pressioni su calciatori

Tra non molto i responsabili della Gea World, società di procure sportive, potrebbero finire sul banco degli imputati insieme a Luciano Moggi. La causa sarebbe il dominio sul mercato dei calciatori e il condizionamento delle scelte di alcuni club. Pesanti le accuse: si parla di associazione a delinquere finalizzata alla concorrenza mediante minacce o violenza. Al vaglio dei pm ci sono altri filoni d'indagine.

Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti sono passate le pressioni esercitate su numerosi calciatori affinchè rinnegassero i loro procuratori per affidarsi alla Gea. Il tutto per ottenere maggiori tutele in sede di rinnovo contrattuale o di trasferimento a club blasonati. In un caso, a Giorgio Chiellini, fu prospettata anche la convocazione in Nazionale grazie a Davide Lippi, figlio dell' ex ct campione del mondo. Tra le posizioni esaminate anche quelle di David Trezeguet, Nicola Amoruso, Davide Baiocco e Giovanni Tedesco. Per i pm romani Luciano e Alessandro Moggi, nonchè Franco Zavaglia, sarebbero stati promotori del sistema di potere che avrebbe portato la Gea World ad esercitare una funzione dominante nel mondo del calcio. I tre - è detto nell' avviso di chiusura indagine - avrebbero creato la Gea al fine di ''acquisire il maggior numero di procure sportive e, tramite esse, ottenere un potere contrattuale in grado di incidere in maniera determinante sul mercato calcistico per condizionare la gestione dei calciatori e, di riflesso, quella di svariate squadre del campionato di calcio'". Tra queste - si legge nel capo di imputazione - Siena, Reggina, Messina, Crotone e Avellino. Personaggio chiave - per gli inquirenti - era quello di Luciano Moggi il quale poteva sfruttare il ''potere e la forza di intimidazione derivantegli dai metodi usati nella sua ultratrentennale esperienza nel mondo del calcio e la capacità di sopraffazione che sempre più aveva acquisito sui giocatori, su taluni dirigenti delle società di calcio nonchè sugli organi preposti al controllo dell' attività degli agenti dei calciatori e, quindi, anche nei confronti dell'attività svolta dalla stessa Gea''.

A parlare apertamente di minacce è stato, il 19 luglio, Salvatore Fresi: ''Sono stato indotto a lasciare il mio precedente procuratore a seguito di promesse fatte dai signori Alessandro Moggi e Pasquale Gallo, i quali mi dissero che qualora fossi passato con loro avrei potuto giocare nella Juventus, promessa tra l' altro non mantenuta. Entrambi mi hanno sottoposto a continue minacce dicendomi a un certo punto che se non andavo via dalla Juventus sarei andato ad allenarmi in montagna dalla mattina alla sera. Sono stato quindi costretto ad andare a giocare nel Perugia, trasferimento non voluto dal sottoscritto''.

L' inchiesta della procura non si e' esaurita con la definizione del capo di imputazione riguardante l'illecita acquisizione di procure sportive. Al vaglio dei pm ci sono altri filoni di indagine. Da quello sugli accertamenti patrimoniali, alla cosiddetta ''combriccola di arbitri romani'' per finire alle presunte omissioni degli organi di controllo.