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La scienza e il cervello d’artista

Studia come funziona la mente dei geni

Che cosa ha di diverso la “materia grigia” di un genio come Leonardo o di un artista come Giotto rispetto a quella di un semplice appassionato di pittura? E ancora: che cosa accade nel cervello di un artista mentre è al lavoro? Sono queste le domande a cui si propone di dare una risposta una nuova disciplina, battezzata “neuroartistoria”, per mezzo dei contributi di neurologi e storici dell'arte.

L'idea è venuta a John Onians, docente dell'University of East Anglia School of World Art, che con l'aiuto delle moderne tecnologie mediche e dei colleghi neurologi si propone di far luce, tra l'altro, sul “codice” che fa funzionare il cervello ad esempio di Leonardo Da Vinci. "Fino a oggi non sapevamo nulla del funzionamento del cervello di queste persone geniali, nonostante lo stesso Leonardo avesse cercato delle risposte attraverso osservazione e anatomia. Ma finalmente ora abbiamo la chiave per aprire la porta di questo mondo segreto", spiega lo studioso. Secondo l'esperto gli strumenti per gettare uno sguardo nella mente degli artisti sono offerti da scanner e moderne conoscenze neurologiche.

Il vantaggio della nuova disciplina, secondo Onians, sarebbe quello di fornire la chiave per comprendere meglio l'operato e il funzionamento del cervello di artisti vissuti migliaia di anni fa. Lavorando insieme a Semir Zeki dell'University College di Londra, uno dei massimi neuroscenziati impegnati sul rapporto tra occhio e mente, Onians si propone di applicare le sue scoperte a una serie di casi, dalla preistoria ai giorni nostri.

Ad esempio, la nuova disciplina è già in grado di spiegare perché i pittori fiorentini del Rinascimento prediligevano la linea mentre i colleghi veneziani il colore. Secondo l'esperto, la differenza in questo caso sta nella “plasticità neurale”: la passiva esposizione a diversi ambienti - naturali ma anche creati dall'uomo - ha causato la formazione di differenti preferenze visive. In pratica, l'occhio tende a vedere e perciò a riprodurre ciò che la mente vuole.