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Rifiutata perché del Sud: "Il mio non è un caso isolato: continuerò a lottare contro le discriminazioni"

"Ho pianto, la proprietaria si vergogni". Lo sfogo di Deborah Prencipe che, con la sua compagna, ha avuto il coraggio di denunciare l'episodio

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La storia dell'affitto negato a una ragazza di origini meridionali è di quelle che fanno rumore a lungo. "Ho pianto per la casa negata, la proprietaria si vergogni", dice la protagonista di questa vicenda che lascia increduli. Deborah Prencipe, 28 anni, nata a Foggia, ma da quasi 20 anni residente a Milano, in una intervista a La Repubblica torna sulla vicenda e dice: "Sono certa non si tratti di un caso isolato. Le discriminazioni sono sempre esistite, gli ultimi avvenimenti in Italia hanno legittimato chiunque a insultare, ad alzare la voce, a diventare leoni da tastiera, senza provare vergogna".

Deborah voleva prendere in affitto una casa a 20 km da Milano, a Robecchetto con Induno. Mai avrebbe immaginato che, una volta consegnata la carta d'identità, la proprietaria si sarebbe trasformata in un mostro di razzismo e discriminazione. Dopo lo sgomento iniziale, la ragazza non si è, però, lasciata intimidire. Insieme alla sua compagna Laura, ha deciso di pubblicare i messaggi audio su Facebook con la voce decisa e carica di rabbia della proprietaria che si vanta di essere una " salviniana razzista", per sua stessa definizione, per cui " rom, neri, meridionali sono tutti uguali". 

In poco tempo la denuncia ha raccolto migliaia di testimonianze di indignazione e solidarietà. La proprietaria è stata costretta a chiedere scusa. E chissà come si sarà sentita dopo che il suo ispiratore, Matteo Salvini, l'ha brutalmente scaricata dandole della "cretina".

A Deborah oggi resta un bel po' di amarezza per quel rifiuto e pure una buona dose di orgoglio per aver denunciato una vergognosa discriminazione. "Non mi interessa la polemica" - dice - " L'obiettivo mio e di Laura è difendere ogni giorno chi continua ad avere problemi per il colore della pelle, l'orientamento sessuale, il paese d'origine. Questa storia ci ha dimostrato che le persone perbene esistono, devono solo farsi sentire".

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