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Migranti, problemi di salute a bordo della Mare Jonio: tre evacuati

Il Centrosinistra preme per lo sbarco ma la situazione è ancora in stallo. A bordo ancora 31 persone

ansa

Tre dei 34 migranti della Mare Jonio, ancora bloccata a Lampedusa dal divieto di sbarco, sono stati evacuati per condizioni di salute incompatibili con la permanenza sulla nave. L'operazione di trasbordo di una donna e due ragazzi è stata effettuata da una motovedetta della guardia costiera. "Devono scendere tutti in barella? A che punto volete arrivare?", ha scritto Mediterranea Saving Humans.

Medico: "Situazione allarmante a bordo" - "Stanotte ha piovuto, nel container dove sono ospitati i naufraghi è arrivata molta acqua. Il morale è sempre più basso. Bisogna far sbarcare questa gente". E' il racconto di Donatella Salvini, ginecologa bresciana rimasta sull'imbarcazione per più di una settimana. "A bordo dell'imbarcazione davanti al porto di Lampedusa, la situazione è sempre più precaria dal punto di vista psicologico", fa sapere il medico.

Zingaretti e Conte divisi dalla Mare Jonio - Al pressing del centrosinistra, con il segretario dem Nicola Zingaretti che è tornato a chiedere una soluzione ("il governo non faccia finta di niente, stiamo parlando di esseri umani"), fa da contraltare la cautela del premier incaricato Giuseppe Conte: "chi sbarca in Italia sbarca in Europa. Detto questo, non sarebbe affatto saggio pensare che non occorra perseguire una politica seria, rigorosa sull'immigrazione". E Salvini cerca di dividere le due forze che stano faticosamente cercando di mettere in piedi un governo. "se il Pd vuole riaprire i porti e far ricominciare il business dell'immigrazione clandestina - dice il titolare del Viminale - lo dica agli italiani".

Ed il caso Mare Jonio è entrato prepotentemente nell'agenda dei quotidiani confronti tra M5S e Pd per la formazione del governo. Vicenda, secondo Zingaretti, "che conferma come in Italia sull'immigrazione bisogna cambiare tutto. Coinvolgere con autorevolezza l'Europa, unire sicurezza, legalità e umanità è possibile". Marina Sereni, della segreteria nazionale Dem, si appella "a chi ha l'autorità e la possibilità affinché, in questa ennesima assurda e disumana vicenda, si faccia prevalere il rispetto della Costituzione, delle leggi e del diritto internazionale e si facciano sbarcare tutte le persone ancora a bordo".

Bonino: "Dov'è la discontinuità del governo Conte 2?" - La leader radicale e senatrice di +Europa Emma Bonino, rileva che "malgrado le promesse di discontinuità, sulla vicenda della Mare Jonio e della Alan Kurdi la condotta del presidente del Consiglio e quella dei ministri del M5S Toninelli e Trenta continua a essere uguale a quella di Salvini". Toninelli e Trenta hanno infatti sottoscritto il divieto che il ministro ha firmato per la Alan Kurdi di Sea Eye, 13 migranti soccorsi a bordo, che aveva chiesto di entrare in porto a Lampedusa. Ma, fiutata l'aria, la nave in mattinata ha girato il timone verso Malta.

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